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giovedì 4 giugno 2009

VOGLIONO IMBAVAGLIARE L' INFORMAZIONE INTERNET

Questione di Democrazia

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’ informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’ unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo http:\\www.beppegrillo.it dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico http://punto-informatico.it/ .

Fate girare questa notizia il più possibile.

E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.

E’ in gioco davvero la democrazia.

martedì 10 marzo 2009

COMITATO PRO CESANELLA ... E NON SOLO ! DICONO DI NOI

DAL TERRITORIO DELLA POLITICA

ALLA POLITICA DEL TERRITORIO

DAL CITTADINO GOVERNATO

AL CITTADINO GOVERNANTE


Nasce un nuovo Comitato alla Cesanella , nasce nei modi

e nelle forme del “Versus Complanare". Brindisi!

Ne siamo immensamente felici perché significa che un’idea

coraggiosa, calzante riesce a vincere il dilagante torpore e

costituisce un punto di riferimento per quanti non vogliono

rimanere quiescenti di fronte ad una brutale e squilibrata

gestione territoriale.

E subito le prèfiche , da un tot all’ora, hanno levato

alti i lamenti :«No, non è giusto. Non ce n’é alcun bisogno!»,

e le sentinelle dello status quo hanno dato fiatoalle trombe:

«Sono organizzazioni politiche. Sanno solo criticare gli

amministratori! (la mamma è sempre la mamma, ndr)

Ma sono solo ritornelli stantii che ormai verrebbero bocciati

anche al Festival di Ariccia.

A Milano, una giunta di Centrodestra, bolla come

“Talebani” gli aderenti ai comitati civici, a Senigallia

una Giunta Pidin-Verde qualifica come “terroristi psicologici”

gli appartenenti ad un comitato che hanno avuto

“l’ardire”- a loro dire - di smascherare in pubblico la caterva

di coglionerie con la quale hanno lardellato il progetto della

Complanare

(sono sempre di moda le convergenze parallele!, ndr.).

Invece i movimenti che si manifestano nella società e i

comitati che si formano in ragione di un uso distorto

della città, e di un “fare” errato sul territorio, rappresentano

uno dei pochi segni di speranza capaci di invertire la rotta.

Per questo meritano di essere appoggiati ed incoraggiati.

Gli ultimi dati Istat parlano di un proliferare ovunque di

comitati, segno di un forte distacco fra le istituzioni e

la società. I cittadini hanno il diritto (e dovere) di

esercitare il confronto e la critica

(la critica è essa stessa contestazione, ndr),

di esprimere i bisogni e di difendere i beni comuni.

La partecipazione deve essere ricercata dagli amministratori

prima ancora che richiesta dai cittadini.

Così purtroppo non sempre lo è.

(la Sindaco, proprio in questi giorni è uscita s

bandierando l’attenzione dell’amministrazione alla partecipazione

cittadina, ma l’elenco prodotto è miserello … bastano appena

le dita di una sola mano! In nove anni di governo, come si

dice, sul tema non si è di certo sprecata. Avesse adottato

tanta parsimonia sul territorio!, ndr).

Allora sono proprio i Comitati e le Associazioni

a richiamare la gente alla partecipazione, all’impegno,

all’approfondimento delle cose del proprio quartiere e

della città.

E l’altra sera a Cesanella si è discusso, non solo dell’organizzazione

ma anche dei progetti del quartiere

(tranquilli babbi!, non era una riunione di finti apolitici

che sperano di entrare in politica, di vecchi politici

he vogliono rientrare in politica, di sponsor partitici,

di vecchi carrieristi che strumentalizzano ogni buca stradale.

Smettetela pertanto di fare gli acchiappa-fantasmi, ndr)

Si è parlato, tanto per dirne una, del Parco della Cesanella,

dove con quattro- paginette-quattro, si vuole far passare

na operazione non certo di mezza tacca.

A parte l’allocuzione della “allocazione di un area fabbricabile”

(“intorno al mondo senza amore come un pacco postale,

enza nessuno che ti chiede come va", cantava De Gregori

qualche anno fa; ndr) fanno partire tutta l’operazione dall'all’art. 58

della Legge 113 del 06 Agosto scorso

(quando vogliono sono veloci, noi aspettiamo invece documenti

da oltre un anno, ndr) riguardo alla Valorizzazione del patrimonio

immobiliare degli enti pubblici.

Si dà però il caso che tale valorizzazione sia un grazioso

eufemismo che odora di vendita, di dismissione,

di privatizzazione. Con il Piano delle Alienazioni immobiliari

allegato al Bilancio previsionale, il patrimonio alienabile

assume una sua classificazione urbanistica e la delibera consiliare

assume valore di variante allo strumento urbanistico vigente

(che strano, questo procedimento ci ricorda tanto un altro

adottato con la Complanare, pur in assenza della Legge citata; ndr).

Non solo, ma il tutto può essere fatto senza alcuna necessità

di verifiche alla conformità con gli strumenti di pianificazione

degli enti sovraordinati (Provincia e Regione). Insomma, possiamo

dire che nelle Leggi-porcata il centro-destra sembra eccellere,

ma nell’applicazione veloce e puntuale di queste sul territorio i

l centro-sinistra sembra brillare di luce propria.

Non si riesce a capire il silenzio su operazioni di questo tipo in

particolare, ed è ormai una costante, delle associazioni ambientaliste

(ma quando discettano di ambiente, di che cosa intendono?

Quando discutono di consumo del territorio, di che cosa parlano?; ndr).

Di qui l’importanza e la necessità dei Comitati. La speranza

è che possano moltiplicarsi, possano consolidarsi e che siano in

grado di aprire un colloquio con quanti hanno a cuore gli

interessi della collettività e del territorio in cui vivono, che

non può essere trattato e venduto come un ferro vecchio.

Di qui la necessità di andare verso una rete di comitati,

cittadina ed extracittadina.

Ad majora!


articolo tratto dal sito

www.versuscomplanare.com / Ing. Stefano Bernardini