lunedì 28 settembre 2009

PARTO o... NON PARTO ? Wwrrroom E' NATO

Questo post è dedicato ad un' amica che corraggiosamente ha scelto di fare l' esperienza più bella e naturale che una donna può scegliere di vivere, partorire in casa.

Supportata dall' amore della sua famiglia, questa donna speciale è riuscita in un piccolo miracolo.

Il parto medicalizzato troppe volte è dalla parte dei dottori e non delle donne.

Cara amica mi hai dato fiducia, il tuo esempio sarà per me un infusione di coraggio.



I vantaggi del parto in casa


Il parto in casa ha molti vantaggi rispetto al parto in ospedale.
Uno dei principali è la possibilità di sentirsi in un ambiente protetto e sicuro, e avere la certezza di non dover subire interventi non voluti.
Molte donne preferiscono partorire in ospedale perché si sentono più sicure in caso ci fossero problemi, per loro o per il bambino. Ma sono sempre più numerose quelle che vorrebbero vivere il parto da protagoniste, in una dimensione che consenta loro di avere il controllo su quanto sta accadendo, sia nei confronti del suo corpo, sia dell'ambiente circostante. E che sono attratte dall'idea di far nascere il bambino nell'intimità della propria casa, circondate da persone che possono condividere con loro un evento così importante, aiutandole nei momenti più delicati e difficili del travaglio, che spesso è più breve e doloroso rispetto all'ospedale.

Va sottolineato che il parto in casa è sempre selezionato (in base a un rigido protocollo messo a punto dal Coordinamento Nazionale delle Ostetriche) e può avvenire solo se la gravidanza è a basso rischio, se non ci sono patologie e malattie croniche, e non oltre la quarantaduesima settimana di gestazione.

Non bisogna poi sottovalutare i vantaggi dell'assistenza di un'ostetrica. Un rapporto non passivo né di "sudditanza" o inferiorità psicologica, ma assolutamente "alla pari". L'ostetrica trova insieme alla futura mamma le modalità, i tempi, i ritmi e le posizioni migliori da assumere, caso per caso. Insomma, si può dire che quello in casa è un parto "su misura", che predispone al benessere materno e migliora il rapporto tra la mamma e il bebè, favorendo anche l'avvio dell'allattamento. Riguardo in particolare l'assistenza dell'ostetrica, ormai molti studi dimostrano l'efficacia del ruolo di questa figura professionale per la quale la gravidanza e il parto sono eventi normali, non patologici, della vita. Non a caso, secondo diverse ricerche internazionali, le ostetriche in sala parto fanno crollare l'impiego di medicinali, anestetici, episiotomie e tagli cesarei.

Se poi ci sono altri figli in casa, non c'è il problema del distacco. Non deve essere facile per un bambino scoprire non solo che la mamma è ricoverata lontana da casa, ma anche che un piccolo sconosciuto abbia improvvisamente tutte le sue attenzioni.
Prima di prendere la decisione, quindi, consiglio di parlarne con il partner e con l'ostetrica. Il parto in casa ha molti vantaggi per il neonato: nascendo in casa ha subito il contatto con lo stesso ambiente in cui continuerà a crescere. Né bisogna sottovalutare l'esclusività del contatto: il bambino non sarà manipolato da personale estraneo e sempre diverso, ma solo dalla mamma, il suo obiettivo principale, sul quale potrà concentrare fin dalle prime ore di vita tutte le sue attenzioni.
Per non parlare delle infezioni: negli ospedali c'è un rischio infettivo piuttosto alto per via dei contatti e delle procedure con il personale medico e infermieristico e dell'uso eccessivo di tecnologie e medicinali.
In casa invece i germi sono "familiari" e quindi meno pericolosi e aggressivi.
Uno studio del National Childbirth Trust britannico (1987) ha infatti scoperto che dopo il parto circa il 22% delle donne ospedalizzate avevano contratto un'infezione rispetto al 5% di quelle che avevano partorito in casa.

Fonte: Bambino Naturale / Aam Terra Nuova





Rispettare i tempi di Madre Natura soprattutto nel momento della nascita di un bambino.


domenica 27 settembre 2009

UN PICCOLO SFOGO

Oggi mi sento triste, non ho idea del perchè.
Mi sento triste, leggo notizie che mi rendono ulteriormente più triste.
Penso alle donne più sfortunate di me, che vivono in zone del mondo dove la parola donna vuol dire un buco con tanta carne in torno.
Sono triste, sono triste per ogni violenza che subiamo, quella fisica del dolore istantaneo e lacerante e triste per quella violenza quotidiana, lo stillicidio psicologico, che subiscono milioni di donne ovunque nel mondo.
Tette rifatte, culi, labbra, naso, capelli fluorescenti, unghie stregate... ma cosa siamo diventate ?
Caricature, caricature di donne immaginarie, di perfezioni che non esistono.

Sono triste perchè pochi percepiscono la bellezza del vero, del giusto, del naturale.

Sono triste perchè quando vedo il cielo così bianco, così anonimo di colore penso, l' estate è finita l' autunno avanza e il brutto tempo è dietro la porta.

Sono triste forse per colpa di questi ormoni femminili che un giorno girano tutti insieme a sinistra, un giorno tutti insieme a destra e allora l' armonia mi pervade poi c'è il giorno della domenica sciopero dei controllori e allora caos e sono in panne.

Sono triste e non so perchè...

martedì 22 settembre 2009

FARMACO, FARMACIA, MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE

Pubblicità ai farmaci presto in tv?


Il Parlamento europeo discuterà ad ottobre 2009 su come modificare l'attuale legge che in Europa vieta la pubblicità ai farmaci.

La pubblicità è l'anima del commercio e lo si deduce da quanto spendono le aziende farmaceutiche in marketing. Solo negli Stati Uniti, nel 2004, sono stati spesi circa 60 miliardi di dollari, una cifra enorme se paragonata ai 12 miliardi di dollari dei fondi destinati alla cooperazione sanitaria internazionale. Il sistema funziona, ed è noto il rapporto diretto tra promozione e aumento delle prescrizioni. Se la maggior parte degli investimenti delle aziende sono dirette ai medici, negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, la pubblicità diretta al consumatore (Direct To Consumer Advertising, DTCA) è legale, comune e ben finanziata. Secondo gli agiografi della DTCA, si tratta di un mezzo per educare ed informare i consumatori, incoraggiare il dialogo produttivo tra paziente e medico, e facilitare la diagnosi e la cura di problemi prima non riconosciuti. Di sicuro stimola le vendite e le aziende aumentano i profitti. Ma è forte l'evidenza che i danni conosciuti e potenziali della pubblicità diretta ai consumatori sono maggiori dei teorici benefici e i pazienti rischiano una sovra-diagnosi, un sovra-trattamento e di conseguenza un maggior numero di effetti collaterali. L'esperimento degli Stati Uniti offre una lezione utile anche sul deterioramento della relazione medico-paziente dato che la pubblicità mette sotto pressione i medici, è causa di prescrizione inappropriata e di un aumento non necessario della spesa sanitaria. Fatto sta che sin dal 1992 la pubblicità rivolta al pubblico dei farmaci con obbligo di prescrizione medica è vietata in Europa, mentre è consentita la pubblicità dei farmaci da banco. Oggi si cerca di modificare il sistema in vigore e una proposta legislativa sarà discussa nel prossimo Ottobre al Parlamento Europeo. Pur senza rimuovere il divieto sulla pubblicità diretta dei farmaci da prescrizione, si vuole permettere alle aziende farmaceutiche la possibilità di diffondere direttamente l'informazione sui farmaci da prescrizione in TV, radio, internet e attraverso materiale stampato distribuito direttamente o tramite gli operatori sanitari ai pazienti. Le informazioni riportate nella pubblicità saranno vagliate prima di essere diffuse e monitorate dalle autorità nazionali anche dopo la loro diffusione. Problema non da poco è la distinzione tra pubblicità e informazione, i cui confini non sono netti, e l'individuazione delle fonti su cui sarà possibile effettuare l'informazione non promozionale. Questa direttiva è in fase di discussione al Parlamento Europeo ma, secondo un recente articolo, la maggioranza degli Stati Membri non sembrano intenzionati a sostenere questa modalità di "informazione ai pazienti". Vendere salute è un affare e le multinazionali del farmaco sono le aziende con i profitti più alti. Niente di male, se non fosse che negli anni l'industria farmaceutica ha espanso la sua influenza ad ogni livello ed in ogni settore che ha a che fare con forniture sanitarie, a partire dagli studi clinici iniziali che portano alla scoperta ed allo sviluppo di nuovi farmaci, sino alla promozione dei farmaci presso la classe medica o gruppi di pazienti, ed alla compilazione delle linee guida. E' interessante notare che il monopolio nella valutazione e promozione dei propri prodotti è pressoché assoluto, dato che, nelle nazioni in cui le aziende farmaceutiche sono tra i grandi finanziatori dell'economia nazionale, nessun governo può ignorare il benessere commerciale dell'industria e anzi deve bilanciare gli interessi dei pazienti e l'interesse e l'economia nazionale. Avendo questo chiaro, sono ancora più evidenti i problemi legati alla pubblicità diretta ai farmaci e cosa succederà se la direttiva Europea sarà approvata non lo sappiamo, ma lo immaginiamo. E' interessante, animati da un salutare scetticismo, dare uno sguardo a com'era una volta la promozione ai medici, prima che la pubblicità dei farmaci venisse regolamentata.

Fonte: Isde



.... tanto per sdramatizzare ....


domenica 13 settembre 2009

Vaccinazioni di massa: gli ingredienti del disastro


di Mae-Wan Ho e Joe Cummins - 02/09/2009

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]

I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA

Il seguente rapporto è stato sottoposto a Sir Liam Donaldson, Direttore Medico del Regno Unito, e all'Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali (Food and Drug Administration, FDA) degli USA.

Nell'aprile 2009 ci fu lo scoppio dell'influenza suina in Messico e negli USA, propagatosi velocemente in tutto il mondo trasmettendosi tra uomini. A giudicare dai primi dati pubblicati a maggio, il nuovo tipo A H1N1 dell'influenza è diverso da qualsiasi altro tipo registrato fino a quel momento [1,2].

Si tratta di un'eteroclita combinazione di sequenze di ceppi virali dell'influenza aviaria, umana e suina del Nordamerica e dell'Eurasia. Un eminente virologo di Canberra ha dichiarato ai media che il virus potrebbe essere stato creato in laboratorio e liberato accidentalmente [3]. Alcuni analisti suggeriscono addirittura, senza prove a sostegno, che sia stato creato intenzionalmente come arma biologica [4], mentre altri incolpano l'industria dell'allevamento intensiva e il grande traffico di animali su grandi distanze, che fornisce molte possibilità per la generazione di ricombinanti esotici [5].

Ciò che preoccupa maggiormente i cittadini, sono però i programmi di vaccinazione di massa che i governi stanno preparando per combattere la pandemia, che potrebbero essere peggio della pandemia stessa.


Un'organizzazione si oppone alla vaccinazione lampo degli alunni

Il governo statunitense conta di vaccinare tutti i bambini a settembre, quando incomincerà il nuovo anno scolastico, e il gruppo National Vaccine Information Center (NVIC) ha richiesto al governo Obama e a tutti i governatori degli Stati che mostrino che questa decisione è ?necessaria e sicura? [6] e ha preteso ?solidi meccanismi di raccolta dati, registrazione, supervisione e notifica della sicurezza del vaccino, così come l'indennizzo economico per le possibili lesioni che potrebbe causare?.

Poco dopo lo scoppio dell'influenza suina ad aprile, i Dipartimenti della Salute e della Sicurezza Interna degli USA, hanno dichiarato lo stato d'emergenza nazionale per la salute pubblica. Sono state chiuse alcune scuole, sono state messe in quarantena alcune persone e le compagnie farmaceutiche hanno ricevuto contratti dal valore di 7 miliardi di dollari per la fabbricazione di vaccini ora oggetto di un controllo urgente da parte della FDA [7]: questo vuol dire che saranno testati in solo qualche settimana su centinaia di bambini e adulti volontari, prima di essere somministrati a tutti gli alunni in autunno.

Inoltre, secondo la legge federale approvata dal Congresso dal 2001, una Autorizzazione di Uso d'Emergenza fa sì che le compagnie farmaceutiche, i responsabili sanitari e chiunque somministri a qualche statunitense vaccini sperimentali durante uno stato d'emergenza di salute pubblica, siano protetti contro qualsiasi possibile denuncia nel caso di persone lese. La Segretaria del Dipartimento della Salute e Servizi Umani degli USA, Kathleen Sebelius, ha concesso ai fabbricanti di vaccini la totale impunità davanti alla legge contro qualsiasi processo penale che possa derivare dalla somministrazione di nuovi vaccini dell'influenza suina, e alcuni Stati hanno persino dichiarato legalmente obbligatoria la vaccinazione.

La NVIC vuole sapere se gli Stati sono preparati a rispondere alle norme di sicurezza sulle vaccinazioni del National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che includono: 1) Dare ai genitori informazioni scritte sui benefici e i rischi del vaccino prima che i bambini siano vaccinati; 2) Avere un registro delle vaccinazioni fatte ai bambini, incluso il nome del fabbricante e il numero di lotto; 3) Registrare le vaccinazioni somministrate nella storia clinica del bambino e 4) Annotare nella storia clinica del bambino i gravi problemi di salute che sorgono dopo la vaccinazione e darne comunicazione immediata al Sistema Federale di Informazione sulle conseguenze dannose del vaccino.

La NVIC vuole anche sapere se gli Stati sono pronti a indennizzare i bambini lesi dalle vaccinazioni dell'influenza suina, se i genitori riceveranno ?informazioni complete e veritiere sui rischi del vaccino dell'influenza suina? e se hanno il diritto di ?rifiutare? la vaccinazione.

Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente dell'NVIC, ha dichiarato [6]: ?I genitori e i legislatori dovrebbero chiedersi subito: perché sono i bambini a ricevere per primi le vaccinazioni sperimentali dell'influenza suina? Le scuole hanno gli strumenti per ottenere il consenso informato con la firma dei genitori prima della vaccinazione, per avere registri esatti di ogni vaccinazione e per selezionare biologicamente i bambini che corrono un rischio elevato di avere reazioni al vaccino? Coloro che somministrano queste vaccinazioni, sapranno come controllare in seguito i bambini e registrare, comunicare e trattare i gravi problemi di salute che si presenteranno? E gli Stati, avranno i mezzi economici per indennizzare i bambini danneggiati?

L'OMS e la febbre della vaccinazione di massa

L'ordine di vaccinazione di massa viene dall'Organizzazione Mondiale della Sanità [8]. All'inizio di luglio, un gruppo di esperti in vaccinazioni è giunto alla conclusione che la pandemia è incontenibile, e Marie-Paul Kieny, direttrice dell'OMS per la ricerca sui vaccini, ha detto che tutte le nazioni dovevano avervi accesso e che già a settembre dovrebbe esserci un vaccino disponibile.

I critici sottolineano che gli ?esperti in vaccini? sono controllati dai fabbricanti di vaccini, i quali faranno benefici con i contratti assai lucrativi di vaccini e farmaci antivirali firmati dai governi. Però, l'argomento decisivo contro le vaccinazioni di massa è semplicemente il fatto che i vaccini iniettabili dell'influenza non funzionano e sono pericolosi [9].

I vaccini iniettabili dell'influenza sono inefficaci e aumentano i rischi di asma

Ci sono ragioni ampiamente conosciute per cui le vaccinazioni per l'influenza non daranno nessun risultato, come già era stato detto sulle tanto annunciate vaccinazioni contro la ?pandemia di influenza aviaria? che ancora deve arrivare [10] (How to Stop Bird Flu Instead, SiS 35). Il virus dell'influenza cambia velocemente ? anche senza l'aiuto dell'ingegneria genetica in laboratorio e soprattutto con l'aiuto dell'industria dell'allevamento intensiva -, mentre i vaccini mirano a ceppi specifici. Inoltre, il vaccino contro l'influenza non è permanente e deve essere fatto ogni anno; i vaccini sono difficili da produrre in forma massiccia e alcune varietà non si sviluppano in nessun modo nei laboratori.

Numerosi studi hanno mostrato che i vaccini iniettabili dell'influenza offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni e le malattie e non c'è ragione di credere che i vaccini contro l'influenza suina saranno diversi. Una rianalisi di 51 diversi studi su più di 294.000 bambini ha stabilito che, a partire dai due anni di età, i vaccini a base di virus attenuato dell'influenza somministrati con atomizzatori nasali impedirono l'82% dei casi di malattia, mentre i vaccini iniettabili fabbricati a partire da virus inattivi ne impedirono solo il 59%. La prevenzione della ?sindrome pseudoinfluenzale?, causata da altri tipi di virus, fu rispettivamente solo del 33% e del 36%. Nei bambini di età inferiore ai due anni, l'efficacia del vaccino fu simile a quella del placebo. Non fu possibile analizzare la sicurezza dei vaccini degli studi per l'assenza di informazioni e la mancanza di standardizzazione delle poche informazioni disponibili [11]. Un rapporto pubblicato nel 2008 stabilì che i vaccini antinfluenzali nei bambini piccoli non diminuirono la quantità di visite mediche e ospedaliere dovute all'influenza [12].

Allo stesso tempo, uno studio su 800 bambini asmatici stabilì che coloro che ricevettero un vaccino influenzale corsero un rischio significativamente maggiore di visite mediche e al pronto soccorso legate all'asma [13]; i quozienti di probabilità erano rispettivamente di 3,4 e di 1,9. Questo è stato confermato da un rapporto pubblicato nel 2009, secondo il quale i bambini asmatici a cui venne somministrato il FluMist corsero un rischio tre volte maggiore di ricovero.

I vaccini influenzali sono inutili anche per gli adulti e gli anziani, dato che offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni o le malattie come la pneumonia (Vedi nota [9]).

Coadiuvanti tossici in alcuni vaccini influenzali

I vaccini possono essere pericolosi in quanto tali, in particolare quelli creati con virus vivi, attenuati o i nuovi vaccini ricombinanti di acido nucleico [10]; hanno il potenziale per creare virus tramite ricombinazione e gli acidi nucleici ricombinanti potrebbero causare malattie autoimmuni.

Un'altra fonte importante di tossicità nei vaccini influenzali sono i coadiuvanti, sostanze aggiunte per migliorare l'immunogenità dei vaccini. C'è una notevole letteratura medica sulla tossicità dei coadiuvanti. La maggior parte dei vaccini influenzali contengono concentrazioni pericolose di mercurio sotto forma di thimerosal un conservante letale 50 volte più tossico dello stesso mercurio [9]. In dosi sufficientemente elevate, può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche, motorie e comportamentali a lungo termine. All'avvelenamento da mercurio si associano anche l'autismo, il deficit di attenzione, la sclerosi multipla, le deficienze del linguaggio e dell'articolazione della parola. L'Istituto di Medicina ha avvertito che a lattanti, bambini e donne incinte non dovrebbero essere fatte iniezioni contenenti thimerosal, ma la maggior parte dei vaccini influenzali ne contengono 25 microgrammi.

Un altro coadiuvante comune è il potassio-allume o idrossido di alluminio, che può causare allergie al vaccino, anafilassi, fibromialgia macrofagica, una sindrome da infiammazione cronica. Nei gatti, l'alluminio provoca anche fibrosarcoma nella zona dell'iniezione [15]. I numerosi coadiuvanti apparsi in tempi recenti non sono certo migliori: potrebbero addirittura essere peggio. Secondo uno studio apparso in una rivista dedicata alla scienza e al business farmaceutico [15], la maggior parte dei nuovi coadiuvanti, incluso l'MF59, l'ISCOMS, il QS21, l'AS09 e l'AS04, hanno ?una reattogenia e una tossicità sistemica locale sostanzialmente superiori a quelle del potassio-allume?.

Situazione attuale dei vaccini per l'influenza suina

Cinque diverse compagnie hanno ricevuto contratti per produrre il vaccino su scala mondiale: Baxter International, GlaxoSmithKline, Novartis e Sanofi-Aventis e AstroZeneca [16]. Dati i problemi per la produzione in grandi quantità, queste aziende hanno la ferma intenzione di far sì che dosi inferiori di vaccini agiscano più velocemente con una maggiore gamma di coadiuvanti [17]. E questo con l'approvazione dell'OMS (si veda più avanti). I vaccini per l'influenza si producono solitamente con virus non virulenti dell'influenza (attenuati o indeboliti). Per essere efficaci, i geni del virus non virulento usato, devono corrispondere a quelli del ceppo virale che si diffonde nella popolazione. L'attivazione del sistema immunitario per esposizione alla forma non patogena del ceppo patogeno dà origine alla produzione di anticorpi che danno una protezione contro il ceppo patogeno. La produzione del virus non virulento implica in primo luogo l'identificazione e in seguito, la riproduzione dei sottotipi di due delle proteine di superficie del virus, l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N), che determinano la virulenza del ceppo e la capacità di diffusione e che sono anche le proteine obiettivo dei vaccini.

Virus influenzali

Esistono tre tipi di virus influenzali: A, B e C. Il virus dell'influenza di tipo A è la principale causa di malattie negli uccelli e nei mammiferi. Il suo genoma consiste in 8 segmenti RNA codificanti per 11 proteine e i virus si classificano secondo il sottotipo in base alle due glicoproteine di superficie principali (proteine con complesse catene laterali di carboidrati): l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N) [18]. Il genoma segmentato permette al virus di ?ricombinare? nuovamente i segmenti, così come di ricombinarli nei segmenti, aumentando così considerevolmente il tasso di evoluzione e di generazione di nuovi ceppi. La ricombinazione è ampiamente realizzata anche in laboratorio nel processo di creazione di ceppi vaccinali. Fino ad ora, i sottotipi 16H e 9N in numerose combinazioni sono stati individuati tra uccelli selvatici [19].

Innanzitutto si creano i virus che servono da materiale di partenza per la produzione su grande scala di virus vivi non virulenti dell'influenza. I virus che servono da ?seme? sono stati approvati dall'OMS e dall'FDA statunitense. Il metodo tipico di produzione del virus che serve da seme è la ricombinazione. Si inietta in uova di pollo un ceppo standard non patogeno di influenza che si sa svilupparsi bene in quell'ambiente, e il ceppo portatore dei geni che esprimono i sottotipi delle proteine H e N del vaccino voluto. I due virus si moltiplicano e e i loro otto segmenti di genoma si raggruppano, con 256 combinazioni possibili. Si selezionano quindi i virus ricombinanti ottenuti, alla ricerca del virus desiderato, con sei segmenti di genoma che permettono al ceppo standard di svilupparsi facilmente nelle uova, più i geni H e N del ceppo in circolo. Il virus che fa da seme viene quindi iniettato in milioni di uova per la produzione del vaccino. Questo metodo convenzionale di produzione di una scorta di ?semi? si completa in circa uno o due mesi [20].

È possibile che i sistemi di coltura cellulare sostituiscano eventualmente le uova di pollo. Baxter International ha richiesto il brevetto per un processo che usa la coltura cellulare per produrre quantità di virus infettivi, che vengono raccolti, inattivati con formaldeide e luce ultravioletta, e in seguito con detergente [21]. Baxter ha prodotto vaccini del virus H5N1 completo in una linea cellulare Vero ricavata dal rene di scimmia verde africana, e ha realizzato test clinici di fase 1 e 2 con e senza idrossido di alluminio come coadiuvante [22,23]. Il principale risultato è che il coadiuvante tossico non ha aumentato gli anticorpi neutralizzanti contro il ceppo del vaccino. Baxter è riuscita a creare il vaccino contro l'H1N1 alla fine di luglio o inizio agosto, ma non ha ancora rivelato pubblicamente i dettagli della produzione di questo vaccino [16].

A dicembre, una succursale della Baxter in Austria inviò un vaccino dell'influenza umana contaminato con il mortifero virus aviario vivo H5N1 a 18 paesi, tra cui la Repubblica Ceca, dove test clinici dimostrarono che causò la morte dei furetti a cui questo venne iniettato [24]. I giornali cechi si chiesero se la Baxter volesse deliberatamente cominciare una pandemia.

Anche Novartis, altro gigante dell'industria farmaceutica, ha annunciato il 13 giugno di aver creato un vaccino contro l'influenza suina con una tecnologia basata su cellule e sul coadiuvante registrato MF59®. Il coadiuvante MF59® ha una base oleosa e contiene Tween80, Span85 e squalene [25]. In studi su topi, realizzati con coadiuvanti a base oleosa, gli animali rimasero storpiati e paralizzati. Lo squalene produsse gravi sintomi di artrite nei topi e gli studi su esseri umani che ricevettero tra 10 e 20 ppb (parti per miliardo) di squalene, mostrarono un grave impatto sul sistema immunitario e lo sviluppo di disturbi autoimmuni [26].

Novartis fece notizia nel 2008 con un test clinico del vaccino H5N1 in Polonia. L'esperimento fu condotto da infermiere e medici locali che somministrarono il vaccino a 350 indigenti, dei quali 20 morirono. I medici e le infermiere partecipanti furono portati in tribunale dalla polizia polacca [27,28]. Novartis disse che le morti non erano legate al vaccino H5N1 [29], che era stato ?somministrato a altre 3.500 persone senza che nessuna di queste morisse?.

GlaxoSmithKline fabbricherà il proprio vaccino con antigeni del ceppo influenzale recentemente isolato; conterrà anche il proprio coadiuvante AS03 con marchio registrato, approvato dall'Unione Europea nel 2008 insieme al suo vaccino per l'influenza aviaria H5N1. Secondo la Relazione di Valutazione Pubblica Europea [30], il coadiuvante AS03 è composto da squalene (10,86 milligrammi), DL-?-tocoferolo (11,86 miligrammi) e polisorbato 80 (4,85 miligrammi). Anche il vaccino H5N1 contiene 5 microgrammi di thimerosal, così come polisorbato 80, octoxinolo 10 e diversi sali inorganici. La compagnia promuove con forza diversi sistemi di coadiuvanti, come il suo ?ventaglio di coadiuvanti?, che riduce la dose dei vaccini [31].

Un recente studio dell'OMS sui principali produttori di vaccini ha concluso che lo scenario migliore è la potenziale produzione di 4.900 milioni di dosi di vaccino H1N1 all'anno, tenendo conto tra i vari fattori che ogni produttore scelga la formulazione di dosi più basse (che includeranno coadiuvanti tossici) e che si abbia la maggior capacità di produzione. La dottoressa Margareth Chan, direttrice generale dell'OMS, e il segretario generale dell'ONU, Ban-Ki-Mon, si sono riuniti il 19 maggio con alti funzionari dei fabbricanti di vaccini e hanno chiesto loro di riservare parte della loro capacità di produzione per i paesi poveri che, altrimenti, avrebbero poco, o nessun accesso al vaccino in caso di pandemia [32].

L'ultima vaccinazione di massa negli Stati Uniti fu un disastro. Nel 1976, vennero scoperti casi di influenza suina tra i soldati di Fort Dix (New Jersey) e uno di questi morì, probabilmente più per esaurimento fisico che per l'infezione [7]. Questo portò al lancio di una vaccinazione di massa di 40 milioni di persone contro una pandemia che non si verificò mai. Ci furono migliaia di richieste di risarcimento dei danni. Almeno 25 persone morirono e 500 svilupparono la sindrome paralitica di Guillain-Barré [33,34].

La maggior parte delle sindromi dell'influenza suina sono lievi

Il 22 luglio 2009, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) contarono un totale di 40.617 casi negli USA, di cui 319 morti, ossia un quoziente di morti/caso dello 0,8%; il tasso reale delle morti, però ? tra tutti i casi di infezione, includendo i lievi, che non vengono comunicati ? è probabilmente più basso. Gli esperti pensano che viene comunicato solo un caso ogni 20 [36].

Il Regno Unito è il paese europeo più toccato e della pandemia si è parlato ogni giorno nei giornali del mese di luglio. Il 23 luglio è stato diffuso un nuovo numero di assistenza telefonica perché la gente possa avere informazioni e Tamiflu senza andare da un medico. Questa settimana c'è stato un aumento record dei casi fino a 100.000 e un totale di 30 morti fino ad ora [37], ossia un quoziente di morti/caso dello 0,03%, che dà un'idea più esatta del tasso reale di morte.

Sir Liam Donaldson, direttore medico del Regno Unito, ha ordinato al NHS (Sistema sanitario nazionale) di prepararsi a un totale di 65.000 morti, con un picco di 350 al giorno [38]. Fino ad ora non è stato programmato nessun piano di vaccinazione di massa, ma il governo del Regno Unito ha chiesto in anticipo 195 milioni di dosi di vaccino a GlaxoSmithKline (GSK).

Il vaccino che la GSK sta sviluppando sarà testato su un piccolo numero di persone, dato che secondo alcune informazioni [39], la compagnia farmaceutica britannica ?valuta il pericolo di una pandemia rispetto ai rischi di un vaccino non sicuro?. Il professor Hugh Pennington, microbiologo in pensione dell'Università di Alberdeen (Scozia), ha definito che è questo, ad essere ?pericoloso?: ?Limitando i test clinici, Glaxo alza il pericolo che la dose di vaccino non sia calibrata in modo adeguato, e questo potrebbe portare a vaccini che non proteggono dal virus o che, nella peggiore delle ipotesi, non siano sicuri?, ha detto.

Pennington ha aggiunto che la capacità del vaccino di attivare le difese dell'organismo è fondamentale e richiede test per determinare la dose migliore e, se richiesto, un coadiuvante che incrementi l'immunità (come si sa, GSK sta definitivamente promuovendo una nuova gamma di coadiuvanti tossici). Ha fatto riferimento anche all'incidente di Fort Dix del 1976.

La Francia ha richiesto i vaccini a Sanofi, GSK e Novartis, però non vede la ragione di chiedere ai fabbricanti di ridurre o saltare i test clinici [16]. Sanofi-Aventis, il produttore farmaceutico francese che sviluppa il proprio vaccino per l'influenza suina, dovrebbe aver cominciato a testare il prodotto all'inizio di agosto e pensa di aver bisogno di due mesi e mezzo di esperimenti prima di avere un vaccino che sia ?sicuro e efficace?; secondo Albert Garcia, che parlava a nome dell'Unità Vaccini della compagnia, ?il vaccino sarà pronto a novembre o dicembre?.

Tuttavia, Baxter dovrebbe aver prodotto un vaccino all'inizio di agosto per test clinici.

Anche Glaxo ha annunciato di star sviluppando una maschera facciale coperta di antivirus per evitare le infezioni e di star accelerando la produzione del suo Relenza per i pazienti già affetti da influenza suina.

È evidente che ci sono modi più sicuri e efficaci di combattere la pandemia che le vaccinazioni di massa: lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta che si può presto buttare, evitare riunioni non necessarie e ritardare l'inizio dell'anno scolastico ? tutto questo, consigliato dai governi ? e, potremmo aggiungere, mangiare sano, fare esercizio e assumere abbastanza vitamina D per aumentare la propria immunità naturale [10].

Bibliografia

1. New details on virus?s promiscuous past?, Jon Cohen, Science 2009, 324, 1127.
2. Garten RJ, Davis CT,Tussell CA et al. Antigenic and genetic charaatcteristics of swine-origin 2009 A (H1N1) influenza viruses circulating in humans. Science 2009, 325, 197-201.
3. Virologist to make his case for lab origin of swine flu?, Peter Duveen, Opednews.com, 4 July 2009,http://www.opednews.com/articles/Virologist-to-make-his-cas-by-Peter-Duveen-090630-103.html
4. Is swine flu a biological weapon??, Paul Joseph Watson, PrisonPlanet.com 27 April 2009, http://www.prisonplanet.com/is-swine-flu-a-biological-weapon.htm
5. CDC confirms ties to virus first discovered in U.S. pig factories? Michael Greger, 3 May 2009,http://www.hsus.org/farm/news/ournews/swine_flu_virus_origin_1998_042909.html
6. ?Swine flu vaccine should not be given to children in schools?, Barbara Loe Fisher, National Vaccine Information Center, 22 July 2009,http://www.nvic.org/NVIC-Vaccine-News/July-2009/Swine-Flu-Vaccine-Should-Not-Be-Given-to-Children.aspx
7. ?Now legal immunity for swine flu vaccine makers? F, William Engdahl, Global Research 20 July 2009, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14453
8. Swine flu pandemic now ?unstoppable?: WHO official?, Agence France-Presse 13 July 2009, Calgary Herald, http://www.calgaryherald.com/Swine+pandemic+unstoppable+official/1788693/story.html
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© Copyright Mae-Wan Ho, Institute of Science in Society, 2009

Mae-Wan Ho è una genetista britannica famosa per la sua opposizione all'ingegneria genetica. Joe Cummins è professore emerito di Genetica del Dipartimento di Biologia dell'Università Western Ontario (Canada). Appartengono entrambi all'Institute of Science in Society.

Titolo originale: "The vaccines are far more deadly than the swine flu"

Fonte: http://www.i-sis.org.uk/
Link
27.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI

Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

martedì 25 agosto 2009

GIORNATA INTERNAZIONALE ABBANDONO BUSTE PLASTICA

Giornata senza sacchetto di plastica


E' stata fissata per il 12 settembre 2009 la prima giornata internazionale senza sacchetto di plastica.

Il Marine Conservation Society (MCS), società inglese no-profit dedicata alla conservazione dell'ecosistema marino, promuove per sabato 12 Settembre 2009 la Prima Giornata Internazionale Senza Sacchetto In Plastica, una giornata in cui saremo tutti invitati a non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti ma borse riutilizzabili. MCS invita tutti coloro che aderiranno e non accetteranno sacchetti in quella giornata a farlo in modo continuativo. La campagna siciliana “Porta la Sporta”, che antepone questa sensata abitudine a qualunque utilizzo di shopper monouso, si impegnerà con entusiasmo a far conoscere questa iniziativa nel nostro Paese nei prossimi giorni. Sono gesti minimi ma generano dei cambiamenti.

Per informazioni www.portalasporta.it

Fonte: Aam Terra Nuova


domenica 23 agosto 2009

NON CI PERDONERANNO MAI !

Se hai dei figli, piccoli o grandi non importa, guarda questo video.
Se sei facilmente impressionabile, non guardare questo video.
Se credi che gli inceneritori siano la soluzione al problema dei rifiuti, guarda questo video.



Apriamo gli occhi !
Con uno stile di vita più sobrio ci guadagnamo tutti.
Primo ci guadagna la salute del pianeta e secondo il nostro portafoglio.



Buona visione e opportuna riflessione.

giovedì 20 agosto 2009

MAMME DI TUTTA ITALIA UNIAMOCI, MAMME DI TUTTO IL MONDO CAMBIAMO IL PIANETA .



Accolgo con grande interesse questa nuova iniziativa di Beppe.
Anche se non è una cosa nuova per il mio modo di vivere, molto volentieri appoggio l' iniziativa.
Già ho lanciato una cosa simile mesi fa, all' interno del Gruppo di Acquisto Solidale GAS di cui faccio parte http://gas-sansilvestro.pokibytes.it/
Qualcuno ha risposto, ho trovato la biciclettina per Elia usata da un altro bambino, perfettamente tenuta e funzionante.
Così anche lui finalmente sta facendo del sano movimento su due ruote.

Pensare che l' altro giorno in macchina mentre un centauro ci sorpassava a velocità pazzesca e in modo completamente scriteriato, così a brucia pelo gli ho chiesto:
" Elia ti piacciono le moto ?"
e lui candido come la neve mi ha risposto :
" NO! Perchè inquina. "
Sono rimasta stupita ma non più di tanto visto la mia ignoranza in materia e così l' ho messo di nuovo alla prova :
" Elia ti piacciono le automobili ?"
e lui ancora più convinto e deciso di prima:
" NOOOOOOOOO !!!! Inquinaaaaaaaaaaaa! "
come a dire, ma sei di coccio che non capisci me lo hai appena chiesto.

Bhè se tutte le mamme del mondo si unissero in un' unica grande azione di sensibilizazzione verso il pianeta, credo fermamente che le cose potrebbero cambiare.

Faccio un appello a tutte le mamme che frequentano assiduamente oppure per sbaglio questo blog, prima di acquistare qualcosa di nuovo chiedete, cercate, trovate qualcosa di già usato, diamo nuova vita agli oggetti.

C'è molta più soddisfazione nel dare di nuovo vita ad un oggetto che acquistare freddamente il nuovo da un anonimo scaffale di un anonimo supermercato.

Tutte le materie prime che consumiamo oggi in modo irresponsabile non faranno parte del patrimonio mondiale dei nostri figli domani.
Anche questa è una delle tante cause dell' attuale crisi planetaria.

Diamo vita all' operazione RIUSO l' USATO !

lunedì 3 agosto 2009

Influenza suina, bovina, caprina, ovina... chi più ne ha più inventi !

Influenza suina: pressioni delle aziende sul vaccino.


Silvio Garattini, farmacologo dell'Istituto Mario Negri, lo dice senza mezzi termini: se il virus dell'influenza suina non muterà, la vaccinazione di massa non sarà necessaria.
Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.

- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

Fonte: Aam Terra Nuova

venerdì 31 luglio 2009

Bambini morti in Nigeria: la Pfizer pagherà 75 milioni


Bambini morti in Nigeria: la Pfizer pagherà 75 milioni ma la loro vita non tornerà...

Bambini morti dopo la somministrazione di un farmaco sperimentale: il colosso farmaceutico Pfizer riesce ad evitare i tribunali e pagherà 75 milioni. Il gigante farmaceutico Pfizer e lo stato nigeriano del Kano settentrionale hanno siglato un accordo extragiudiziale per porre fine alla vertenza che vedeva la società Usa accusata di aver causato la morte di 11 bambini nel 1996 con un farmaco sperimentale, il Trovan. Pfizer ha accettato di pagare 75 milioni alle autorità locali. Ne dà notizia un comunicato congiunto dell'azienda e dello Stato di Kano Nord.
Il Trovan (trovafloxacina) era un antibiotico che secondo la Food And Drug Administration (Fda) Usa presentava rischi per il fegato. La Pfizer, secondo Abuja, intervenne durante un'epidemia di meningite e sperimentò il farmaco senza autorizzazione. La storia aveva ispirato il romanzo di John Le Carrè da cui venne tratto il film 'The constant gardner', "Il giardiniere tenace".

Fonte: Agi/Afp

Perchè sono sempre i più deboli, gli indifesi a pagare per rendere " noi opulenti " degni di chiamarci paesi industrializzati ?
Perchè dobbiamo imporre le nostre politiche disfattiste su queste popolazioni ?
Perchè la vita è così profondamente ingiusta ?


mercoledì 29 luglio 2009

Scie Chimiche: la denuncia dei Comuni

L’amministrazione comunale del Comune di Savignano sul Rubicone e di Sant'Arcangelo di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, denunciano il piano di avvelenamento delle scie chimiche. Lanciata una campagna di informazione e sensibilizzazione

Un fenomeno che desta forti preoccupazioni e di fronte al quale anche le amministrazioni, come garanti dell'integrità del territorio e della tutela della salute, si sono sentite chiamate a rispondere.
Il Comune di Savignano ha addirittura dato seguito alla mozione informando direttamente i propri concittadini distribuendo loro gratuitamente un apposito bollettino sulle scie chimiche. Segue il documento:




IL FENOMENO DELLE ‘SCIE CHIMICHE’ E IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

Il consiglio comunale
(…) *Premesso che:
- in tutta Italia, nella nostra Regione e soprattutto per quanto ci riguarda nel nostro territorio provinciale e comunale, da alcuni anni e in modo sempre più intenso, vengono rilevate scie chimiche (chemtrails), rilasciate da aerei militari non meglio identificati;

- diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell’aria attraverso sistemi di distribuzione ben visibili con normali cannocchiali;


- non possono essere normali scie di condensazione in quanto nella maggior parte dei casi rilevati non sono presenti le condizioni per la formazione di scie di condensa, le quali sono dalla N.A.S.A. cosi definite: 71% di umidità, temperatura di -40° C e dunque una quota di volo non inferiore agli 8000 metri alle latitudini italiane;

- da denunce di cittadini, alcune dirette anche alle autorità giudiziarie, risulta che da tali scie chimiche derivino conseguenze pericolose sulla salute dei cittadini; il CNR, nel 2005, e ricercatori indipendenti, hanno rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidenti con il rilascio delle scie chimiche, e su piante bagnate da questa pioggia, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, sali di bario, sicuramente pericolose per la salute, e secondo alcuni fonti anche cancerogene;

Considerato che:

- alle numerose interrogazioni parlamentari fatte, anche di recente, ai dicasteri competenti, non sono mai arrivate risposte chiare, convincenti ed esaustive e tale silenzio ha rafforzato il convincimento che si tratti di fenomeni da tenere nascosti perché pericolosi;
Ritenuto, sulla scorta della normativa in precedenza indicata ed anche ai sensi dell’art. 32, primo capoverso, della Costituzione, legittimo chiedere e ricevere informazioni dalle competenti autorità in materia in ordine a:

- congrue informazioni riguardo alle sostanze chimiche che vengono irrorate nell’aria e al loro grado di inquinamento e pericolosità per la salute pubblica;

- quali circostanze e significato abbiano i voli aerei che rilasciano queste scie chimiche e per quali ragioni vengano eseguiti con tali caratteristiche di rotta (al di fuori delle rotte ordinarie) e di quota;

- chi autorizza e con quali obiettivi, la manipolazione climatica attualmente in atto attraverso le operazioni di aerosol clandestine, visto che leggi internazionali vietano tali interventi sui fenomeni meteorologici e climatici.;

- per quale motivo i numerosi esposti presentati alle Procure della Repubblica da diversi cittadini, singoli o associati, i numerosi esposti supportati di una documentazione imponente sul tema, sono stati, ad oggi, completamente ignorati.

Per tutto quanto sinora esposto:

Impegna

Il Sindaco e la Giunta Comunale a farsi interpreti della diffusa esigenza, da parte della comunità locale, a ricevere le auspicate rassicurazioni sulla tutela della loro salute da parte del Presidente della Repubblica, dei Ministri della Salute, della Difesa e dell’Ambiente mediante l’inoltro del presente documento alle summenzionate autorità.
Il Sindaco ad inviare il presente Ordine del Giorno a tutti i Comuni della Provincia invitandoli ad assumere un’analoga iniziativa al fine di garantire sull’intero territorio la dovuta e condivisa informazione.

Invita
Il Sindaco e la Giunta a promuovere ogni utile ed opportuna campagna di informazione e sensibilizzazione in merito al fenomeno delle scie chimiche.

Comune di Savignano sul Rubicone
Comune di Sant'Arcangelo di Romagna

Per ulteriori informazioni:


Fonte: Aam Terra Nuova

mercoledì 15 luglio 2009

PROFEZIA 2011

Chi non ascolta, non vuole sentire.
Chi non ascolta, non vuole capire.
Chi non ascolta, non vuole cambiare.
Chi non ascolta, non vuole decidere.
Chi non ascolta, non vuole scegliere.
Chi non ascolta, non vuole vivere.

Tirare a campare o vivere una vita piena, dignitosa, felice, armoniosa ?



Abbiamo già intrapreso la via di questa strada...

sabato 11 luglio 2009

CYBERAZIONE: 14 LUGLIO SILENZIO DELLA RETE



Siamo tutti imbavagliati!



Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni, rientrano all'interno di un offensiva che mira a soffocare la rete come strumento di libera informazione. È il giudizio del network "Diritto alla Rete" che ha indetto un cyberazione per il 14 luglio contro il decreto ammazza-internet.



Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.





I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto.

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna
Per ulteriori informazioni:


giovedì 2 luglio 2009

SISTEMA HAARP E IL CONTROLLO CLIMATICO.

Quando per la prima volta anni fa mi dedicai alla ricerca di questo progetto HAARP avevo le idee ben confuse. Divisa tra teoria complottista e realtà.

Il fatto che venga riportato questo articolo in rete parla chiaro.
Non ci credevo più da un pezzo ai fenomeni naturali distruttivi, se tutto fosse casuale una volta andrebbe a toccare anche zone del mondo meno instabili e commercialmente più ricche. Invece...


Il generale Fabio Mini ha parlato del sistema di controllo climatico statunitense HAARP sulla rivista Limes.

Il generale Fabio Mini, già comandante della forza Nato in Kosovo, decorato nell'ottobre 2004 con la Legion of Merit dagli USA, ha parlato del sistema militare statunitense HAARP di manipolazione ionosferica, nell'articolo "Owning the weather:impadronirsi del clima", pubblicato sulla rivista Limes. "La guerra ambientale globale è già cominciata [...] Si distrugge la natura per annientare il nemico [...] e se stessi. [...] Uno dei più moderni programmi di ricerca militare di questi ultimi tempi si chiama proprio "Owning the weather in 2025", impadronirsi del clima entro il 2025, data entro la quale si ritiene di riuscire a possedere il tempo metereologico, e quindi il clima, aumentando le proprie capacità d’intervento militare. [...] Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali [...] Armi ad onde elettromagnetiche capaci di provocare alterazioni della ionosfera, delle fasce di Van Allen e dello strato di ozono, nonché terremoti, maremoti, surriscaldamento e raffreddamento di masse gassose, liquide e solide e quindi di indurre e pilotare cataclismi atmosferici fino a determinare variazioni climatiche permanenti. Tutti sanno che gli Stati Uniti da decenni finanziano un progetto di trasmissione di onde ad alta frequenza in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre. Il progetto denominato HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) è finanziato dal Pentagono a titolo di studio. Ma tutti sanno che il Pentagono non spreca soldi se non ha un interesse militare. [...] Lo scopo è quello d’interferire con la ionosfera. [...] Le emissioni dei trasmettitori di HAARP, che avvengono quasi regolarmente in quattro periodi dell’anno, sono in grado di inviare nella ionosfera raggi di potenza superiore al gigawatt."

Articolo tratto da : Aam Terra Nuova

venerdì 12 giugno 2009

CONSUMA LIBERO DA SCORIE

E' ora, è ora, è ora di pensare a quello che mettiamo in busta.

La spesa che facciamo quotidianamente e che pensiamo sia un gesto semplice e ininfluente in realtà ha ripercussioni da una parte all' altra del globo.

Mi permetto di segnalare 10 piccoli passi per cercare di diminuire finanche azzerare i rifiuti che con il loro incenerimento sono causa di malattie, vedi cancro, per milioni di persone.

UN PASSO ALLA VOLTA E LA TERRA CONTINUERA' A RESPIRARE :

1) Portare sembre dietro una borsa di tela per riporre la spesa.

2) Evitare prodotti inutili come bevande, acqua in bottiglia, patatine fritte.

3) Preferire i prodotti sfusi, facendo pressione sui rivenditori affinchè mettano a disposizione sacchetti di carta o Mater-bi.

4) Evitare prodotti monodose che spesso hanno un rapporto assurdo fra imballaggio e contenuto.

5) Preparare in casa tutto ciò che è possibile ( yogurt, conserve, marmellate, merende).

6) Cucinare di più per evitare gli imballaggi dei prodotti pronti.

7) Spingere i supermercati a predisporre distributori che vendono in maniera sfusa tutto il possibile.

8) Scegliere i prodotti solidi in confezioni leggere, possibilmente di carta.

9) Prediligere i liquidi e i prodotti umidi in contenitori di vetro o con vuoto a rendere. In subordine il Tetra Pack e l' acciaio. Come successive scelte l' alluminio e la plastica.

10) Fare attenzione ai simboli sulle etichette.

Se non ci avevete mai pensato prima, ora è noto .
Un consumatore critico è un consumatore felice.

La situazione di degrado che ha visto come protagonista una della più belle regioni della nostra penisola, la Campania, qualche mese fa potrebbe ripetersi anche qui vicino a noi.

Ricordiamo queste semplici regole per vivere meglio su questa terra.



Non mi resta che augurare buona spesa !

lunedì 8 giugno 2009

SOCIETA' PETROLIFERE: QUANDO IL DIRITTO UMANO VIENE SOPRAVARICATO DAGLI INTERESSI DEL DENARO


Shell finisce davanti al tribunale per l'omicidio di nove militanti Ogoni in Nigeria nel '95.
C'è poi il caso di Chevron-Texaco. L'industria estrattiva per sopravvivere deve agire con la massima responsabilità ambientale e sociale, spiega il World Resources Institute.
Ma anche la nostra Eni, a giudicare da quello che sta facendo in Congo, pare non averlo capito.


Tra le vittime del petrolio non solo il clima e l’ambiente, ma, in alcuni casi, anche i diritti umani. A ricordarcelo in queste settimane è un processo che riporta all’attualità una delle storie simbolo della rapina dei grandi del petrolio ai danni dei popoli del terzo mondo.


Davanti al tribunale
federale di New York, la Shell dovrà rispondere di complicità nell’omicidio dello scrittore nigeriano Ken Saro Wiwa e di altri otto militanti del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni.
Una storia di terrorismo di Stato che si colloca nel contesto del duro conflitto tra gli Ogoni, il Governo nigeriano, Shell e Chevron (storia ben ben documentata nei report di Human Rights Watch). Gli Ogoni, nel ventennio successivo alle prime scoperte petrolifere fatte nei loro territori (1957), nel sud-est del delta del Niger, erano stati cacciati d’autorità dalle loro terre, poi devastate dall’attività estrattiva, senza alcuna compensazione se non quella, irrisoria, pari al valore dei raccolti delle terre che coltivavano.
La fase più accesa dello scontro era iniziata nel ’92 quando le azioni del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni, che chiedeva compensazioni per 10 miliardi di dollari, si erano rivolte direttamente alle strutture delle multinazionali, riuscendo a danneggiare significativamente le aziende. La risposta del Governo fu una dura politica repressiva, con leggi liberticide, blitz nei villaggi Ogoni, torture e una serie di omicidi e di esecuzioni, tra le quali, nel ‘95, quelle per cui ora Shell deve rispondere per complicità, dato che – sostiene l’accusa – l’azienda sarebbe stata mandante e finanziatrice delle azioni.
L’impiccagione di Ken Saro Wiwa e compagni all’epoca aveva suscitato grande indignazione a livello internazionale, ma solo la settimana scorsa la vicenda è arrivata davanti a un tribunale (le prossime sedute si svolgeranno questa settimana). Sulla base di due leggi americane, l’Alien Tort Statute e la Legge per la Protezione delle Vittime della Tortura, che consentono ai cittadini stranieri di denunciare negli Usa violazioni dei diritti umani compiute in altri paesi, infatti, ci si è potuti rivolgere alla giustizia statunitense. Ora un’eventuale condanna di Shell – ritenuta probabile – sarebbe un precedente importante: significherebbe che le multinazionali che operano o sono di base negli Usa, possono essere ritenute responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse all'estero.
Un passo avanti verso la fine dell’impunità delle grandi compagnie, dunque, che si sposa con la tesi sostenuta dal World Resource Insitute nel loro ultimo rapporto in propostito, “Engaging Communities in Extractive and Infrastructure Projects”. Secondo il WRI la sopravvivenza delle industrie estrattive oggi non può più prescindere dall’adempimento delle proprie responsabilità in campo ambientale e sociale: ONG attive, governi più attenti e un’opinione pubblica più sensibile renderebbero impossibile ‘farla franca’.
Gli esempi di multinazionali inchiodate alle loro responsabilità non mancano: Chevron rischia di dover pagare fino a 16 miliardi di dollari di risarcimento alle popolazioni dell’Equador per quella che è stata definita “la Chernobil dell’Amazzonia”, un massiccio inquinamento dovuto alla precedente gestione dei giacimenti da parte di Texaco (acquisita da Chevron nel 2001) che avrebbe causato migliaia di morti per malattie correlate. Anche quando le eventuali illegalità non arrivino davanti ad un tribunale, sottolinea il WRI, la responsabilità sociale di un’azienda sta diventando sempre più importante anche per gli investitori.
Considerazioni su cui anche i vertici dell'Eni dovrebbero riflettere. L’azienda, che, con il Ministero delle Finanza e la Cassa Depositi e Prestiti tra gli azionisti principali, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d'affari, in Congo, starebbe portando avanti una politica quantomeno dubbia in quanto a responsabilità ambientale e sociale. Nel giacimento di M’boundi la vita delle popolazioni locali è rovinata dall’inquinamento causato dalle attività estrattive: in particolare la pratica del gas flaring (ossia del bruciare a cielo aperto il gas naturale che esce dai pozzi petroliferi) causa malattie respiratorie, piogge acide e inquinamento delle acque. Eni ora si starebbe si impegnando per ridurre il gas flaring, realizzando in loco una centrale termolettrica a gas, ma - denuncia Altreconomia - la centrale si inserirebbe in un progetto ancora più devastante a livello ambientale. Dall'impianto – che soddisferebbe i fabbisogni elettrici dell’azienda stessa - si vorrebbe ricavare energia a buon mercato per uno dei modi di ottenere il petrolio più inefficienti e inquinanti: lo sfruttamento delle sabbie bituminose.
L’azienda infatti ha acquistato per 4 miliardi di dollari dal Governo congolese una concessione ad esplorare il petrolio mescolato alla sabbia di una zona di foresta vasta come diverse province italiane. Già ora le popolazioni della zona avrebbero subito danni dalle esplorazioni, condotte senza alcuna consultazione delle comunità locali. Se il progetto di sfruttamento delle sabbie bituminose proseguisse si andrebbe verso un disastro ambientale: deforestazione e miniere a cielo aperto intervallate da laghi di scarti tossici. Tutto per ottenere greggio di scarsa qualità la cui estrazione genera (secondo l’ONG inglese Platform) dalle 3 alle 5 volte più emissioni rispetto a quella del petrolio dai pozzi e che diventa economicamente conveniente solo con prezzi del barile superiori ai 100 dollari. Una strategia, dunque, che non sembra affatto guidata dalla responsabilità ambientale come consiglia il WRI.


Fonte: Qualenergia

giovedì 4 giugno 2009

VOGLIONO IMBAVAGLIARE L' INFORMAZIONE INTERNET

Questione di Democrazia

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’ informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’ unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo http:\\www.beppegrillo.it dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico http://punto-informatico.it/ .

Fate girare questa notizia il più possibile.

E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.

E’ in gioco davvero la democrazia.