giovedì 26 marzo 2009

SONO TORNATI ... DOPO 20 ANNI !

Ero una teenager quando gli Spandau Ballet iniziarono la loro brillante carriera.
Sono stata a due concerti dove li ho visti cantare e sudare.
Ricordo l' emozione fortissima il cuore sembrava aprirsi in due ... ero una ragazzina poco più che quindicenne.
Innamorata pazza dei biondi capelli del disinvolto sassofonista Steve Norman.
Inutile dire che ho una collezione in vinile di tutti i loro album, NESSUNO ESCLUSO!
Rimangono un bellissimo ricordo di gioventù... legato anche al primo amore adolescenziale.




Come dimenticare le suadenti note di Gold....



E questo è l' annuncio del ritorno del mitico gruppo che tanto animò quei favolosi anni '80!



Allora care ragazze e ragazzi non ci resta che prenotare una bella trasferta in terra straniera, il 20 ottobre 2009 tutti a Londra al concerto !

www.spandauballet.com

Per ulteriori informazioni contattatemi pure in questo sito di loco.

mercoledì 25 marzo 2009

LA DECRESCITA

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata;

rispetto del passato;

consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione;

indifferenza alle mode e all’effimero;

attingere al sapere della tradizione;

non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale;

non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso;

distinguere la qualità dalla quantità;

desiderare la gioia e non il divertimento;

valorizzare la dimensione spirituale e affettiva;

collaborare invece di competere;

sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante

venerdì 20 marzo 2009

LA GUERRA DELL' ACQUA E' GIA' COMINCIATA

In occasione del Forum Mondiale dell'Acqua ad Istanbul si discute delle aree geografiche a rischio.
In particolare i grandi fiumi del globo sarebbero oggetto di contese politiche preoccupanti per l'uso delle riserve e costruzioni di dighe.
La situazione di Nilo, Tigri ed Eufrate, Mekong, Colorato e Indo.
In occasione del quinto Forum Mondiale dell’acqua in corso questa settimana a Istanbul, le Nazioni Unite lanciano l'allarme sulla scarsa attenzione politica al tema delle risorse e dei corsi fluviali.
Lo sfruttamento intensivo dei grandi bacini fluviali oggi è già oggetto di forti contese fra gli Stati e causa di inquietanti crisi internazionali. Ecco alcuni esempi.
Nilo
Attraversando 10 Nazioni, la acque del Nilo sono soggette a un accordo del 1959 che assegna all’Egitto gran parte dello sfruttamento delle risorse. Ma all’epoca l’Etiopia era assente ai negoziati. Oggi il Paese africano, dove il Nilo ha la sua sorgente, ha intenzione di costruire una trentina di dighe, compromettendone il corso verso la foce. Questo progetto sta suscitando forti tensioni nella regione.
Tigri ed Eufrate
Possedendo nel suo territorio le sorgenti di entrambi i fiumi, la Turchia ha a disposizione un forte strumento di pressione nei confronti dei suoi vicini Siria e Iraq. Con il Gap (Great Anatolian Project), il Paese anatolico costruirà 22 dighe sui due corsi d’acqua, mettendo in ginocchio il sistema d’irrigazione agricola di Iraq e Siria.
Mekong
A monte Cina e Laos creeranno grandi dighe idroelettriche. Il Vietnam vedrà compromessa la produzione di riso nel delta. Anche la Cambogia è coinvolta, poiché il suo lago Tonlé Sap prende le acque direttamente dal Mekong.
Colorado e Rio Grande
Oggetto di una battaglia giuridica tra Stati, secondo il Messico il Colorado sarebbe sovrasfruttato dagli Usa. Con undici grandi dighe e canali di derivazione, il fiume arriva nel Paese centroamericano con una portata minima. D’altra parte, gli Stati Uniti accusano il Messico di inquinare eccessivamente il Rio Grande, fonte vitale per i contadini texani.
Indo
Unico esempio positivo: fonte di conflitti, l’acqua può diventare occasione di pacificazione. Anche se in piena guerra, mai dichiarata ufficialmente ma effettiva, l’India e il Pakistan sono pervenuti a un accordo sullo sfruttamento del fiume e non hanno mai cessato di collaborare finanziando progetti si salvaguardia dell’Indo.
Fonte: Sloweb


Inoltre sono a segnalere questa importantissima petizione da firmare via web, è per tutti noi fermati a leggere... ci fa riflettere anche sullo stato agonizzante dell' informazione in Italia.

Due minuti per cercare di fermare questo stato di cose pietose.



ACQUA H2O ACQUA IN BOCCA:
VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA
di Rosaria Ruffini


Mentre nel paese imperversano discussioni sull' eutanasia, grembiulino a
scuola , guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo
Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla
privatizzazione dell'acqua pubblica Il Parlamento ha votato l'articolo
23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la
gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole
dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che
in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi
sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua
minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua
locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che
protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e
carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che
sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni
di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di
acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto
fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito
profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime
guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi
il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del
nostro corpo. Acqua in bocca.

FATE GIRARE:
METTETENE A CONOSCENZA PIU' GENTE CHE POTETE Anche se qualcuno ha già
ricevuto questa mail non importa, essere consapevole di quel che accade
nel nostro paese non è mai abbastanza


Mauro Tittarelli
Formatore FPCGIL Nazionale
tel. 327.7311494
e-mail:tittarelli@fpcgil.it
FIRMA LA PETIZIONE PER I SERVIZI PUBBLICI DI QUALITÀ.
http://www.petitionpublicservice.eu/a/5

lunedì 16 marzo 2009

PSICOFARMACO = IDEE SUICIDE

A quasi un anno di distanza dalla raffica di suicidi avvenuti nel territorio senigalliese, questo interessante articolo evidenzia la correlazione tra psicofarmaci e suicidi.

Una riflessione è d' obbligo.

Due bimbi assumono psicofarmaco e mostrano idee suicidarie

La campagna nazionale "Giù le mani dai bambini" denuncia: in Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno manifestato idee suicidarie. L’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza.

Il comunicato di "Giù le mani dai bambini"

A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee suicidarie di due bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®, psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi. Il bambino è stato ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una terapia specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie circa l’esito finale della vicenda. “E’ sconcertante – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma renda noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo: lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto della privacy delle due famiglie coinvolte, permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di questi trattamenti”. In un documento dell’agenzia di controllo sanitario inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del giornalista investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760 rapporti per problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò senza successo di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento per l’Adhd, la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665 milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata rimossa dal mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche che “l’insorgenza di ideazione suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA, l’organismo di controllo non intervenga chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al commercio di questa molecola, come già sollecitato anche in più occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.

Fonte: Aam Terra Nuova

martedì 10 marzo 2009

DUE PASSI AVANTI... E DIECI INDIETRO...

Efficienza energetica: è uscito il decreto attuativo!





Dopo una lunga attesa durata più di tre anni il governo emana il decreto attuativo sul rendimento energetico degli edifici. Sulla certificazione energetica degli edifici regna ancora il caos assoluto. L'Italia intanto ha subito una procedura di infrazione.
Con circa tre anni di ritardo è arrivato il regolamento nazionale sulla certificazione energetica degli edifici. Il 6 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento di attuazione del decreto legislativo sul rendimento energetico degli edifici. Un provvedimento univoco per tutto il territorio statale ma che dovrà essere applicato solo dalle regioni sprovviste di disposizioni regionali in materia e che comunque non prevede l’obbligo di allegare l’attestato energetico all’atto di compravendita degli immobili e al contratto di locazione (un paradosso tutto italiano).
Si tratta di uno dei tre decreti attuativi che il Governo avrebbe dovuto emanare entro il 6 febbraio 2006 (il testo del decreto legislativo 192/05 di attuazione della direttiva comunitaria prevedeva che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto i decreti dovevano essere formulati ed emanati) per completare l’attuazione delle disposizioni sul rendimento energetico.
Il provvedimento governativo prevede i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari. Descrive poi i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione e l’ispezione (che comunque ogni cinque anni devono essere rivisti e “aggiornati in funzione dei progressi della tecnologia).
Il decreto del 2005, ricordiamolo, prevedeva l'obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica, che è stato poi cancellato da un articolo della legge 133/08, nasce con l’obiettivo di individuare i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, contribuire al conseguimento degli obiettivi posti dal protocollo di Kyoto e promuovere lo sviluppo di tecnologie ecocompatibili. E il certificato energetico era individuato come uno degli strumenti per il raggiungimento della finalità.
Non a caso la Comunità Europea ha invitato lo Stato italiano a chiarire in merito alla cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico all’atto di compravendita di un immobile. E ha messo in atto una procedura di infrazione.


Fonte: Greenreport

COMITATO PRO CESANELLA ... E NON SOLO ! DICONO DI NOI

DAL TERRITORIO DELLA POLITICA

ALLA POLITICA DEL TERRITORIO

DAL CITTADINO GOVERNATO

AL CITTADINO GOVERNANTE


Nasce un nuovo Comitato alla Cesanella , nasce nei modi

e nelle forme del “Versus Complanare". Brindisi!

Ne siamo immensamente felici perché significa che un’idea

coraggiosa, calzante riesce a vincere il dilagante torpore e

costituisce un punto di riferimento per quanti non vogliono

rimanere quiescenti di fronte ad una brutale e squilibrata

gestione territoriale.

E subito le prèfiche , da un tot all’ora, hanno levato

alti i lamenti :«No, non è giusto. Non ce n’é alcun bisogno!»,

e le sentinelle dello status quo hanno dato fiatoalle trombe:

«Sono organizzazioni politiche. Sanno solo criticare gli

amministratori! (la mamma è sempre la mamma, ndr)

Ma sono solo ritornelli stantii che ormai verrebbero bocciati

anche al Festival di Ariccia.

A Milano, una giunta di Centrodestra, bolla come

“Talebani” gli aderenti ai comitati civici, a Senigallia

una Giunta Pidin-Verde qualifica come “terroristi psicologici”

gli appartenenti ad un comitato che hanno avuto

“l’ardire”- a loro dire - di smascherare in pubblico la caterva

di coglionerie con la quale hanno lardellato il progetto della

Complanare

(sono sempre di moda le convergenze parallele!, ndr.).

Invece i movimenti che si manifestano nella società e i

comitati che si formano in ragione di un uso distorto

della città, e di un “fare” errato sul territorio, rappresentano

uno dei pochi segni di speranza capaci di invertire la rotta.

Per questo meritano di essere appoggiati ed incoraggiati.

Gli ultimi dati Istat parlano di un proliferare ovunque di

comitati, segno di un forte distacco fra le istituzioni e

la società. I cittadini hanno il diritto (e dovere) di

esercitare il confronto e la critica

(la critica è essa stessa contestazione, ndr),

di esprimere i bisogni e di difendere i beni comuni.

La partecipazione deve essere ricercata dagli amministratori

prima ancora che richiesta dai cittadini.

Così purtroppo non sempre lo è.

(la Sindaco, proprio in questi giorni è uscita s

bandierando l’attenzione dell’amministrazione alla partecipazione

cittadina, ma l’elenco prodotto è miserello … bastano appena

le dita di una sola mano! In nove anni di governo, come si

dice, sul tema non si è di certo sprecata. Avesse adottato

tanta parsimonia sul territorio!, ndr).

Allora sono proprio i Comitati e le Associazioni

a richiamare la gente alla partecipazione, all’impegno,

all’approfondimento delle cose del proprio quartiere e

della città.

E l’altra sera a Cesanella si è discusso, non solo dell’organizzazione

ma anche dei progetti del quartiere

(tranquilli babbi!, non era una riunione di finti apolitici

che sperano di entrare in politica, di vecchi politici

he vogliono rientrare in politica, di sponsor partitici,

di vecchi carrieristi che strumentalizzano ogni buca stradale.

Smettetela pertanto di fare gli acchiappa-fantasmi, ndr)

Si è parlato, tanto per dirne una, del Parco della Cesanella,

dove con quattro- paginette-quattro, si vuole far passare

na operazione non certo di mezza tacca.

A parte l’allocuzione della “allocazione di un area fabbricabile”

(“intorno al mondo senza amore come un pacco postale,

enza nessuno che ti chiede come va", cantava De Gregori

qualche anno fa; ndr) fanno partire tutta l’operazione dall'all’art. 58

della Legge 113 del 06 Agosto scorso

(quando vogliono sono veloci, noi aspettiamo invece documenti

da oltre un anno, ndr) riguardo alla Valorizzazione del patrimonio

immobiliare degli enti pubblici.

Si dà però il caso che tale valorizzazione sia un grazioso

eufemismo che odora di vendita, di dismissione,

di privatizzazione. Con il Piano delle Alienazioni immobiliari

allegato al Bilancio previsionale, il patrimonio alienabile

assume una sua classificazione urbanistica e la delibera consiliare

assume valore di variante allo strumento urbanistico vigente

(che strano, questo procedimento ci ricorda tanto un altro

adottato con la Complanare, pur in assenza della Legge citata; ndr).

Non solo, ma il tutto può essere fatto senza alcuna necessità

di verifiche alla conformità con gli strumenti di pianificazione

degli enti sovraordinati (Provincia e Regione). Insomma, possiamo

dire che nelle Leggi-porcata il centro-destra sembra eccellere,

ma nell’applicazione veloce e puntuale di queste sul territorio i

l centro-sinistra sembra brillare di luce propria.

Non si riesce a capire il silenzio su operazioni di questo tipo in

particolare, ed è ormai una costante, delle associazioni ambientaliste

(ma quando discettano di ambiente, di che cosa intendono?

Quando discutono di consumo del territorio, di che cosa parlano?; ndr).

Di qui l’importanza e la necessità dei Comitati. La speranza

è che possano moltiplicarsi, possano consolidarsi e che siano in

grado di aprire un colloquio con quanti hanno a cuore gli

interessi della collettività e del territorio in cui vivono, che

non può essere trattato e venduto come un ferro vecchio.

Di qui la necessità di andare verso una rete di comitati,

cittadina ed extracittadina.

Ad majora!


articolo tratto dal sito

www.versuscomplanare.com / Ing. Stefano Bernardini

venerdì 6 marzo 2009

BUON COMPLEANNO MOVIMENTO LENTO CICLABILE SENIGALLIESE

A poco meno di 48 ore dal 1° compleanno del Movimento Lento Ciclabile Senigalliese, che si terrà in piazza Roma alle ore 17.00 di domenica 8 marzo,





trovo questo interessante articolo di Repubblica.

Meditate gente, meditate ...



Prigionieri dell'auto





Dopo l'homo sapiens arriva l'homo sedens, che vive molto del suo tempo quotidiano seduto sui sedili dell'automobile. Il costo della congestione stradale, secondo l'Aci, è di 40 miliardi di euro l'anno. A Roma e Milano in media si passano cinquecento ore l'anno in auto...

Il tempo perso nel traffico si paga caro: esattamente quaranta miliardi di euro l'anno. Sono i numeri che escono dal rapporto dell'Aci che in quattro città campione (Roma, Milano, Torino e Genova) ha studiato a lungo i dati raccolti da vetture attrezzate con dispositivi di localizzazione GPS. Il quadro che emerge è preoccupante perché alla fine si scopre che romani e milanesi passano più di 500 ore l'anno imbottigliati in macchina. E che per loro lo spostamento medio, in città, dura circa 60 minuti, per la metà persi ovviamente in code e rallentamenti.

Tragica anche la situazione nelle altre città prese in esame dall'Aci perché i torinesi passano 450 ore l'anno in auto e 380 i genovesi. In Italia oggi circolano più di 35 milioni di auto, ma solo 10 anni fa erano 30 milioni e nel 1986 si fermavano a 24; mentre negli anni Sessanta ce n'erano solo 1,9 milioni, cioè meno di quante se ne vendono ora ogni anno e quasi quanto l'aumento del circolante negli ultimi tre anni.
L'Aci propone di gestire meglio le informazioni di infomobilità urbana. Un sistema più efficiente, secondo il club degli automobilisti, consentirebbe una riduzione “fino al 40% dei livelli di congestione, valorizzabile in 16 miliardi di euro”.

martedì 3 marzo 2009

NESTLE' E TETRAPACK CONDANNATE

Ecco com' è andata a finire la vicenda del latte contaminato da inchiostro itx nel 2005.
Finalmente un risarcimento per il danno cagionato al consumatore.


Latte contaminato: Nestlé e Tetrapak condannate





L'inchiostro di stampa applicato alle confezioni aveva contaminato il latte contenuto all'interno. Adesso le due multinazionali vengono condannate al pagamento dei danni a favore di due genitori.
Accertato un danno di natura non solo alimentare ma psicologica. Secondo Altroconsumo la contaminazione era presente anche in altri prodotti.

ll giudice di pace di Giarre ha condannato la Nestlé Italiana e la Tetra pack international, al pagamento dei danni a favore dei genitori che avevano utilizzato latte Nidina per le loro due figlie.
L'inchiesta prese l'avvio il 22 novembre del 2005 da un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che sfociò nel sequestro, eseguito dal corpo forestale, di 30 milioni di latte per bambini. Il latte conteneva l'Itx un tipo di inchiostro, altamente tossico, utilizzato nella stampa sugli imballaggi da parte della Tetra Pak. Soddisfazione del Codacons, che annuncia la sentenza come "la prima di questo genere pronunciata in Italia".

Il giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che "la commercializzazione del prodotto inquinato comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta".

Il giudice di pace ha ritenuto che "gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlé e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza 'inquinante'".

Altroconsumo, tuttavia, estese le analisi e rilevò la contaminazione con la sostanza chimica anche in altri prodotti alimentari. In seguito la svedese Tetra Pak annunciò che non avrebbe più utilizzato inchiostro con Itx per realizzare le sue confezioni.

fonte: Aam Terra Nuova

giovedì 26 febbraio 2009

BERLUSCONI PENSA AL NUCLEARE E L' EUROPA ...

Come al solito il Cavaliere nostrano pur di parlare e sparlare dell' assurdo che circola in Italia evitando ad arte di parlare dei problemi che attanagliano il paese, tira fuori per la ennesima volta la storia del NUCLEARE.

In tanto in Europa...

Nasce Irena, ente internazionale per le rinnovabili





Bonn il 26 gennaio 2009 si è tenuta la conferenza istitutiva dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), la prima organizzazione internazionale specifica per le energie rinnovabili. Già 75 paesi hanno dato la loro adesione.

Il 26 gennaio si è svolta la conferenza istitutiva dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (International Renewable Energy Agency – IRENA), la prima organizzazione internazionale specifica per le energie rinnovabili in supporto a tutti i Paesi: industrializzati e in via di sviluppo. Sviluppatasi a partire dall’iniziativa di un insieme di Governi (Germania insieme a Danimarca e Spagna, soprattutto), IRENA intende diventare la principale forza motrice di una rapida espansione dell’uso sostenibile delle energie rinnovabili in tutto il mondo.
Hanno partecipato alla conferenza più di 120 Paesi in tutto il mondo e 75 di essi hanno firmato il trattato istitutivo dell’Agenzia. Il gruppo dei firmatari comprende un insieme composto sia da Paesi in via di sviluppo sia da Paesi industrializzati, tra cui molti Paesi Europei, compresa l’Italia. Al momento la Comunità Europea invece, non ha firmato, in quanto il Trattato dell’UE richiede che prima la Commissione Europea riceva il mandato dal Consiglio. Il Commissario Europeo responsabile per l’Energia, Andris Piebalgs, intervenendo alla conferenza, ha dichiarato che lavorerà affinché il Consiglio prenda in considerazione la questione molto presto. Ora l’Agenzia inizierà a lavorare su scala globale per colmare il salto attualmente esistente tra l’enorme potenziale di energie rinnovabili nel mondo e la loro quota relativamente bassa di mercato nel consumo energetico.

E speriamo proprio che la Comunità Europea si dia una mossa almeno in questo caso.

mercoledì 18 febbraio 2009

IL PARCO DELLA CESANELLA: UN BENE O UNA MERCE ?


Quello che sta accadendo a Senigallia è il frutto di un

pervicace rifiuto ad un progetto pubblico dell’uso della

città e del territorio.

E’ quello che avviene quando la visione ed il futuro di

una città viene affidato, in modo totale, alla crescita

di una economia basata esclusivamente sulla rendita

fondiaria-immobiliare e dove la ricchezza (per pochi)

nasce dall’assalto di un bene(il territorio) che è di tutti,

con differenza stratosferiche tra il valore investito ed

il valore realizzato.

E’ giocoforza che, con una visione esclusivamente

economicistica dell’urbanistica, poi il risultato sia

lo scombussolamento urbanistico, l’aggressione al

territorio e,non ultimo, il disagio dei cittadini.

L’edificazione al parco della Cesanella è l’attacco,

nemmeno tanto velato,agli spazi pubblici e agli usi

pubblici della città L’erosione degli spazi pubblici

ormai ha raggiunto la velocità di una smottamento.

Avevamo già avuto modo di vederlo nel Piano del

Centro Storico dove una Piazza è stata individuata

come sedime fabbricabile (magari con una spolveratina

di social housing. Da dare ai privati?) e con un nobile

palazzo già in odore di mini-appartamenti, l’abbiamo

visto con la Variante del Lungomare dove aree

demaniali debbono fare da corredo ad un intervento

privato di edilizia per alto censo e fitness,l’abbiamo

visto con lo Stadio Comunale dove , per reperire

parcheggi mai richiesti ai privati che si sono dilettati

in centinaia di appartamenti nell’intorno, si è dovuto

sacrificare il campo di allenamento e lo si è visto anche

nella Variante Arceviese strizzando l’occhio al nuovo

mercato del terziario avanzato .

Anche qui, come oggi, a dire che la parte fabbricabile

era già stata assegnata in tempi lontani. Beh, qui va

a finire che anche per il pubblico i “diritti edificatori”

vengono idolatrati come “l’idolum fori” al pari dei privati.

I diritti edificatori sono quella bizzarra teoria

(su cui la Cassazione più volte si è espressa)

secondo la quale quando si è attribuita una capacità

edificatoria ad un’area, poi questo gentile “cadeau”

non può essere tolto al proprietario ( è l’esaltazione

della rendita parassitaria più che del profitto.

E pensare che il vincolo per pubblica utilità decade

dopo soli cinque anni!)).

L’amministrazione può fare ricorso, beninteso,

a questo disinvolto uso di “diritti”, ma almeno

la smetta di cianciare sulla “rottura col passato”,

su “new-deal urbanistico”, su nuova attenzione all’ambiente.

Si è dato inizio ad uno sciagurato e aberrante

meccanismo di fare fronte alle ristrettezze contingenti

di bilancio ed alle spese correnti sacrificando il territorio ,

ritenuto un valore secondario, e tra l’altro senza nessuno

obbligo (come prevedeva la Legge 10/77) di re-investire

su di esso.

Questo processo infernale ha portato addirittura,

nel caso dell’area di San Gaudenzio, a trattare un

vincolo ricognitivo (cioè valore di bene per sua

intrinseca natura) con la sufficienza di un semplice

vincolo “funzionale o urbanistico”, sempre per ragioni

di cassa.

Questi ultimi otto-nove anni hanno visto esaltarsi

a ritmi vertiginosi il consumo del suolo favorendo

da un lato l’espansione urbana e dall’altro l’espulsione

dalla città di una larga fetta di senigalliesi, che si sono

dirottati sui paesi limitrofi ( Passo Ripe, Casine e

Pianello di Ostra, Ponte Rio, Marina di Montemarciano).

C’è di che domandarsi perché l’edilizia senigalliese

(che non conosce crisi) non è per i senigalliesi.

l consumo del suolo ha portato anche

“al consumo della mobilità.”, dove ad un inalterato

numero di spostamenti si registra un sensibile aumento

della lunghezza delle percorrenze (all’Assessore Ceresoni

questo dice qualcosa ?).

Insomma qui c’è un territorio che viene considerato

non più come un bene ma come una merce, che deve

produrre profitto economico.

Però, piccola ma importante notizia, qualcosa

sta muovendosi.

Cresce dal basso una spinta, una resistenza

di base da parte di chi, in comitati, in gruppi,

in associazioni, non ci sta più alle chiacchiere e alle

facili promesse delle lingue biforcute.

Preferisce piuttosto “saltare la finestra che mangiare

la minestra (avariata)”, e considera il territorio,

il paesaggio, il lascito culturale della città come un

“bene comune e un bene primario” da difendere al pari

dell’aria, dell’acqua, della luce. Nelle prossime battaglie

non si accontenteranno più dei soliti segnali di fumo.


articolo tratto dal sito

www.versuscomplanare.com / Ing. Stefano Bernardini

mercoledì 11 febbraio 2009

POPULATION ATTENTION !



E' PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE 2010 E COME OGNI SUDOKU CHE SI RISPETTI NON POTEVA MANCARE L' OPERAZIONE
"CHILARCONTAPIU'GROSSAVINCE",
DALLE DESOLATE LANDE NORDICHE CESANELLESI IL RINNOVO URBANISTICO E SOCIALE DELLA CITTA' !

A QUESTION: LA CESANELLA E' UN QUARTIERE, UN RIONE, UN BORGO OPPURE UNA FRAZIONE ?

L' APPUNTAMENTO E' PER IL GIORNO 17 pv ALLE ORE 21.00 c/o I LOCALI DEL BOCCIODROMO di VIA MANTEGNA.

FIDUCIOSA ATTENDO GRANDI RIVELAZIONI DA QUESTA AMMINISTRAZIONE CEMENTIFICANTE.


domenica 8 febbraio 2009

FELICITA'

Se tutte le stelle del mondo a un certo momento
venissero giù,
tutta una serie di astri, di polvere bianca scaricata dal cielo
ma il cielo senza i tuoi occhi, non brillerebbe più.
Se tutta la gente del mondo senza nessuna ragione
alzasse la testa e volasse sù,
senza il loro casino, quel doloroso rumore
la terra, povero cuore non batterebbe più.
Mi manca sempre l' elastico per tener sù le mutande
così che le mutande al momento più bello, mi vanno giù.
Come un sogno finito, magari un sogno importante
un amico tradito, anch' io sono stato tradito, ma non m' importa più.
Tra il buio del cielo, le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche, non ci capiamo più.
Ma io ho voglia di parlare, di stare ad ascoltare
di continuare a far l' asimo, di comportarmi male, per poi non farlo più.
Ah felicità,
su quale treno della notte viaggerai
lo so, che passerai
ma come sempre in fretta non ti fermi mai.

Si tratterebbe di nuotare, prendendola con calma
farsi trasportare dentro due occhi grandi
magari blu.
E per doverli liberare
attraversare un mare medioevale, lottare contro un drago strabico
ma di draghi baby, non ce ne sono più.
Forse per questo i sogni sono così pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi tra le antenne lesse delle varie tv,
e ci ritornano in casa portati da signori eleganti
cessi che parlano, tutti quanti che applaudono, non ne voglimao più.
Ma se questo mondo è un mondo di cartone
per essere felici, basterebbe un niente
magari una canzone, o chi lo sà
se non sarebbe il caso di provare a chiudere gli occhi
ma poi quando hai chiuso gli occhi, chissà cosa sarà.
Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so, che passerai
ma come sempre in fretta non ti fermi mai...

giovedì 29 gennaio 2009

IKEA e viabilità sostenibile


Incredibile, in barba a tutti i diritti di copyright il colosso multinazionale svedese IKEA copia la filosofia di vita del MLCS Movimento Lento Ciclabile Senigalliese.

Il Presidentissimo Chiox con il fido Quilly esultano: " Alora, n'eravam miga matt' sol' n' oj 'ltr.!
C'.l sentivam d' avecc. ragion !"

La spensieratezza delle due ruote salverà il mondo !

http://www.fiab-onlus.it/opuscolo_ikea.htm

Il colosso regala ad ogni dipendente una bicicletta pieghevole.

domenica 25 gennaio 2009

Dott.re MONTANARI E IL "quasi" SILENZIO DEI MEDIA



Cari amici,
mi associo all' indignazione dell' amico Roberto.
Questo silenzio è surreale. Rimango basita di fronte a questa assenza di informazione.
Spero possa far riflettere tutti voi.
Non voglio mollare e non mollerò, il futuro di mio figlio e dei nostri figli va difeso con il buon senso e non con gli interessi di una classe politica collusa.

Stefano Montanari a San Rocco: silenzio stampa quasi tombale sull' evento di giovedì sera !

Solo poche righe sulla cronaca locale di venerdì.

Niente sul Carlino, niente sul Messaggero!!!

Solo il Corriere Adriatico di sabato almeno quello on line.

San Rocco era pieno di gente, ma non se ne è accorto nessuno.

Forse ce lo siamo sognati ?

Chi ha impartito il dictat ?

Sulle cronache locali vi è un florilegio di notizie inutili, vuote, un mucchio di scemenze, pur di riempire le pagine.

Si parla con enfasi della raccolta differenziata che va a gonfie vele, dei campioni di freccette, della postazione di guardia medica che finalmente è stata sistemata, ma di Montanari neanche una riga.

Dietro c'è un Comitato cittadino che a pieno titolo e con tutte le sue ragioni tenta di far conoscere alla popolazione un problema.
La gente comune può anche nascondere la testa sotto la sabbia, beata ignoranza, e restare indifferente, ma i giornalisti no!

Il loro silenzio è complice e di una gravità insopportabile, ne sono indignato.

Le nanoparticelle fanno così paura da non poterne neanche parlare?
O hanno paura di offendere le idee del Sindaco e dei suoi assessori?
E cosa hanno da temere?
Sono forse ricattati?
Sono forse incapaci di riferire almeno la cronaca dell'evento, se non sono capaci di entrare in argomento e prendere posizione?

Forse respirano un'aria diversa dalla nostra?

E i loro figli passeggiano con le bombole di ossigeno sulle spalle, invece degli zainetti multicolori con dentro i libri di scuola (a, già, dimenticavo che li accompagnano a scuola in macchina, così non sono costretti a respirare tutta quell'aria inquinata....)?

Roberto Chiostergi

Alcuni commenti relativi alla vostra indignazione:

- beh.. se vogliamo fare un CM coi 1/2cà e Versus e tutta la bontà di Dio con blocco e chiasso ecc davanti alle redazioni locali del corriere e di VS ecc io ci sono molto volentieri;

- Non mi meraviglio. L' informazione, in Italia e quindi anche a Senigallia, è insieme la causa e la cifra dello sfascio della coscienza civile;

- Cari amici,

come non essere d’accordo con voi sul silenzio stampa riguardo la conferenza di Montanari? È una vera e propria vergogna! Mi chiedo:abbiamo bisogno di altre prove per affermare che viviamo in un “regime” mascherato da falsa democrazia? Io sono più che indignata e sono contenta che non sono la sola, la maggior parte delle persone (Senigalliesi in primis) vivono ingiustizie, sopraffazioni, come qualcosa di ineluttabile… “tanto oramai funziona così…è un sistema… è uguale da tutte la parti…. “ così come da vari mesi continuiamo a sentire: ” tanto la complanare si farà “. Ecco a che cosa ci hanno ammaestrato in tutti questi anni di super benessere: a pensare solo alla pancia piena, a consumare e a tacere! L’occasione di questa avventura con il comitato, la vostra preziosa sensibilità e di altri amici conosciuti lungo il cammino, mi riaccende la speranza che la realtà si può cambiare cominciando ad esternare sdegno e a denunciare chi abusa del proprio potere… perché non mi scandalizza il fatto che ci governa faccia solo i loro interessi…mi spaventa il silenzio e la rassegnazione, come dice una bella frase di M.L.King: “Non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti.”

Quindi… accolgo la vostra proposta di manifestare pubblicamente questo disagio e credo che i miei amici del comitato la pensino esattamente come me. Comunque ne parleremo sicuramente all’assemblea di lunedì prossimo (26 gennaio) all’area verde di Borgo Ribeca (ore 21) a cui ovviamente siete invitati;

mercoledì 21 gennaio 2009

CESANELLA LA VIE EN ... MARRON !

RACCOGLI GLI ESCREMENTI DEL TUO CANE, NON PROCURERAI DISAGIO AGLI ALTRI E LA TUA CITTA' SARA' PIU' PULITA, E ANCHE LA TUA COSCIENZA SARA' PIU' PULITA.
Servizio Verde e Ambiente







Bene, bene invece di disperdere la cacchina in giro per strada metti tutto dentro la bustina appositamente studiata ... ma... dove ... depositare il tutto, guarda un pò ...

Ma certo machì!!!










Indovina un pò cosa c'è qua dentro ?!!!








Location: pista ciclabile Cesanella senza cestini.

Cesanella e sai che è un delirio.

martedì 20 gennaio 2009

BIOLOGICO, YES WE CAN !

Volevo segnalare questa azienda agricola certificata biologica e biodinamica
" La Pacchiarotta "
che dalle pianure alto cesanellensi offre un prodotto sano e genuino !


Se sei interessato all' assaggio dei prodotti lascia pure nome, cognome e numero di telefono, la Signora organizzerà quanto prima una cena assaggio per promuovere la vendita della limitata e curatissima produzione.

Biologico, yes we can !!!

sabato 17 gennaio 2009

sabato 10 gennaio 2009

POLVERI SOTTILI, SOTTILI

Fermati un secondo e leggi questo articolo, rifletti, pensa, pensa...
L' inquinamento non è una causa naturale, è creato dall' uomo.
Anche tu, nel tuo piccolo puoi fare qualcosa, possiamo fare qualcosa.

YES, WE CAN !!!

Da "Epicentro" Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, collegato all'Istituto Superiore di Sanità

L’esposizione dei bambini alle polveri sottili in Europa
I bambini molto piccoli, e probabilmente anche i feti, sono molto sensibili all’inquinamento atmosferico. L’evidence attuale è sufficiente per attribuire una relazione causale tra inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili e decessi per disturbi respiratori nel periodo post-neonatale. Le prove sono anche sufficienti per attribuire un nesso tra inquinanti atmosferici ed effetti negativi sullo sviluppo funzionale dei polmoni. Sia i danni reversibili alle funzioni polmonari, sia la riduzione cronica dei tassi di crescita dei polmoni sono associabili all’esposizione al particolato atmosferico (PM). Le prove disponibili mostrano anche un legame tra esposizione alle polveri sottili, complicanze dell’asma e aumento della prevalenza e dell’incidenza di tossi e bronchiti.



Alla luce dell’evidence accumulata, nel 2005 l’Oms ha aggiornato le linee guida sulla qualità dell’aria per il particolato atmosferico. Per il PM2,5 i valori sono 10 μg/m3 (media annuale) e 25 μg/m3 (media sulle 24 ore); per il PM10 i valori corrispondenti sono stati fissati a 20 μg/m3 e 50 μg/m3. A causa dell’insufficienza dei dati sui bambini, le linee guida Oms sono basate sui dati che provengono da studi sugli adulti ma, una riduzione dell’esposizione ai livelli indicati, ridurrebbe il rischio di effetti sanitari sia per gli uni che per gli altri.



È questo il quadro generale in cui si inserisce il documento Exposure of children to air pollution (particulate matter) in outdoor air, pubblicato il 20 ottobre 2008 dallo European Environment and Health Information System (Enhis). La valutazione copre il periodo che va dal 2002 al 2006 (i dati relativi ad anni precedenti sono disponibili per un numero molto limitato di Paesi) e riguarda gli effetti del particolato atmosferico sulla salute e, in particolare, su quella dei bambini.
Leggi tutto....

Questo lo studio "Exposure of children to air pollution (particulate matter) in outdoor air" della da cui è tratto l'articolo.

giovedì 8 gennaio 2009

COMPLANARE DELLE MERAVIGLIE


Dal sito www.versuscomplanare.com


Per far riflettere chi pensa che comunque non si può

fare niente, che comunque tutto è già deciso...

NON C'E' PREZZO ALCUNO PER LA SALUTE DI TUO,

NOSTRO FIGLIO !


Una COMPLANARE

che passa rasente a tre scuole...

e tutt'intorno un

«SILENZIO ASSORDANTE!»







Al mattino, quando vado al lavoro, mi capita di incrociare, in

via Cupetta e in via Camposanto Vecchio, decine e decine di

bambini vocianti che si recano a scuola, i più piccoli

accompagnati dalle madri. MADRI SILENTI, che "voltano la

faccia dall'altra parte" di fronte alla «QUESTIONE

COMPLANARE», il cui futuro tracciato passerà - è proprio

il caso di dirlo - "sopra la testa dei loro figli" e, con il suo

nuovo carico di traffico, di smog e di polveri sottili, trasformerà

le aule scolastiche in cui essi passano parecchio del loro tempo,

in autentiche "camere a gas" (sono comprovate le correlazioni

tra inquinamento dell'aria e aumento di malattie respiratorie,

asma bronchiale e non solo... soprattutto nella fascia dei soggetti

in tenera età).


Madri poco ansiose ?


Troppo indaffarate ?


Non è dato saperlo.


Certo è che, nonostante il Comitato si sia sforzato di sensibilizzare

l'utenza di queste scuole, nessuna voce si è levata per esprimere

un benché minimo dissenso, una pur minima protesta...

Eppure, sono io stessa un'insegnante, so che di fronte ai problemi

"concreti" della scuola (una crepa al soffitto, un albero pericolante

nel cortile...) decisa e veloce è la mobilitazione.

Nel caso della Complanare, invece, nessun segno di reazione né

di condivisione-adesione alla nostra battaglia...

A queste donne e ragazze, vorrei ricordare che la scuola

frequentata dai loro figli, non é un'entità staccata dal territorio

circostante: se questo viene aggredito in modo cruento, anche

la struttura e comunità scolastica ne pagherà le irreversibili

conseguenze. In un simile quadro, inefficaci diventeranno

proposte "ecologicamente corrette" come quella della vicina

"CITY FARM" dove ogni tanto i bambini-alunni accedono per

fare esperienze " a contatto con la natura", ancor più vano

sarà far partecipare i piccoli al "MOBILITY GAME", gioco

educativo di mobilità pedonale

(che con l'avvento della complanare, diventerà

forse pure rischioso!).

E' bene invece, che l'istinto materno funga da "campanello

d'allarme" e si attivi per difendere la salute dei propri figli

e la salubrità dei luoghi che essi frequentano.

Il mandato femminile è stato, è, e sempre sarà quello della

cura, dell'accudimento, della protettività, "mandato" ancora

più valido e necessario in questi tempi, in cui il mondo

scientifico raccomanda ripetutamente di salvaguardare le

e risorse ambientali, così come il mondo religioso

(dalla religione cristiano-cattolica alle altre) ci ricorda di

riprendere in mano la custodia del creato.

Proprio tale forza, dovrebbe spingere a far luce sulle

problematiche di questo progetto "locale", che si annuncia

devastante per le nostre zone: l'UNICO, purtroppo, che

l'amministrazione comunale è stata in grado di

CONCEPIRE e PARTORIRE per la viabilità del nostro territorio.

Non piacerebbe, credo, a nessuna madre, sentirsi dire un giorno:

«Mamma, perché non hai fatto niente

per fermare tutto questo?».

E allora, la nostra aria, la nostra tranquillità, la nostra sicurezza,

non valgono forse qualche sacrificio, come quello di una

preventiva informazione e di una fondata consapevolezza ?


NON ESISTE PERSONA PIU' COLPEVOLE DI QUELLA CHE

NON HA FATTO NULLA SOLO PERCHÉ CREDEVA DI POTER FARE POCO.

di Anna Manoni


«QUANDO UNA MADRE ABBRACCIA SUO FIGLIO,

NON PUÒ IMPEDIRE CHE LE SI SGUALCISCA ILVESTITO»

(Detto popolare)