Bambini morti in Nigeria: la Pfizer pagherà 75 milioni ma la loro vita non tornerà...
Bambini morti dopo la somministrazione di un farmaco sperimentale: il colosso farmaceutico Pfizer riesce ad evitare i tribunali e pagherà 75 milioni. Il gigante farmaceutico Pfizer e lo stato nigeriano del Kano settentrionale hanno siglato un accordo extragiudiziale per porre fine alla vertenza che vedeva la società Usa accusata di aver causato la morte di 11 bambini nel 1996 con un farmaco sperimentale, il Trovan. Pfizer ha accettato di pagare 75 milioni alle autorità locali. Ne dà notizia un comunicato congiunto dell'azienda e dello Stato di Kano Nord. Il Trovan (trovafloxacina) era un antibiotico che secondo la Food And Drug Administration (Fda) Usa presentava rischi per il fegato. La Pfizer, secondo Abuja, intervenne durante un'epidemia di meningite e sperimentò il farmaco senza autorizzazione. La storia aveva ispirato il romanzo di John Le Carrè da cui venne tratto il film 'The constant gardner', "Il giardiniere tenace".
Fonte: Agi/Afp
Perchè sono sempre i più deboli, gli indifesi a pagare per rendere " noi opulenti " degni di chiamarci paesi industrializzati ? Perchè dobbiamo imporre le nostre politiche disfattiste su queste popolazioni ? Perchè la vita è così profondamente ingiusta ?
L’amministrazione comunale del Comune di Savignano sul Rubicone e di Sant'Arcangelo di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, denunciano il piano di avvelenamento delle scie chimiche. Lanciata una campagna di informazione e sensibilizzazione
Un fenomeno che desta forti preoccupazioni e di fronte al quale anche le amministrazioni, come garanti dell'integrità del territorio e della tutela della salute, si sono sentite chiamate a rispondere.
Il Comune di Savignano ha addirittura dato seguito alla mozione informando direttamente i propri concittadini distribuendo loro gratuitamente un apposito bollettino sulle scie chimiche. Segue il documento:
IL FENOMENO DELLE ‘SCIE CHIMICHE’ E IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
Il consiglio comunale
(…) *Premesso che:
- in tutta Italia, nella nostra Regione e soprattutto per quanto ci riguarda nel nostro territorio provinciale e comunale, da alcuni anni e in modo sempre più intenso, vengono rilevate scie chimiche (chemtrails), rilasciate da aerei militari non meglio identificati;
- diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell’aria attraverso sistemi di distribuzione ben visibili con normali cannocchiali;
- non possono essere normali scie di condensazione in quanto nella maggior parte dei casi rilevati non sono presenti le condizioni per la formazione di scie di condensa, le quali sono dalla N.A.S.A. cosi definite: 71% di umidità, temperatura di -40° C e dunque una quota di volo non inferiore agli 8000 metri alle latitudini italiane;
- da denunce di cittadini, alcune dirette anche alle autorità giudiziarie, risulta che da tali scie chimiche derivino conseguenze pericolose sulla salute dei cittadini; il CNR, nel 2005, e ricercatori indipendenti, hanno rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidenti con il rilascio delle scie chimiche, e su piante bagnate da questa pioggia, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, sali di bario, sicuramente pericolose per la salute, e secondo alcuni fonti anche cancerogene;
Considerato che:
- alle numerose interrogazioni parlamentari fatte, anche di recente, ai dicasteri competenti, non sono mai arrivate risposte chiare, convincenti ed esaustive e tale silenzio ha rafforzato il convincimento che si tratti di fenomeni da tenere nascosti perché pericolosi;
Ritenuto, sulla scorta della normativa in precedenza indicata ed anche ai sensi dell’art. 32, primo capoverso, della Costituzione, legittimo chiedere e ricevere informazioni dalle competenti autorità in materia in ordine a:
- congrue informazioni riguardo alle sostanze chimiche che vengono irrorate nell’aria e al loro grado di inquinamento e pericolosità per la salute pubblica;
- quali circostanze e significato abbiano i voli aerei che rilasciano queste scie chimiche e per quali ragioni vengano eseguiti con tali caratteristiche di rotta (al di fuori delle rotte ordinarie) e di quota;
- chi autorizza e con quali obiettivi, la manipolazione climatica attualmente in atto attraverso le operazioni di aerosol clandestine, visto che leggi internazionali vietano tali interventi sui fenomeni meteorologici e climatici.;
- per quale motivo i numerosi esposti presentati alle Procure della Repubblica da diversi cittadini, singoli o associati, i numerosi esposti supportati di una documentazione imponente sul tema, sono stati, ad oggi, completamente ignorati.
Per tutto quanto sinora esposto:
Impegna
Il Sindaco e la Giunta Comunale a farsi interpreti della diffusa esigenza, da parte della comunità locale, a ricevere le auspicate rassicurazioni sulla tutela della loro salute da parte del Presidente della Repubblica, dei Ministri della Salute, della Difesa e dell’Ambiente mediante l’inoltro del presente documento alle summenzionate autorità.
Il Sindaco ad inviare il presente Ordine del Giorno a tutti i Comuni della Provincia invitandoli ad assumere un’analoga iniziativa al fine di garantire sull’intero territorio la dovuta e condivisa informazione.
Invita
Il Sindaco e la Giunta a promuovere ogni utile ed opportuna campagna di informazione e sensibilizzazione in merito al fenomeno delle scie chimiche.
Chi non ascolta, non vuole sentire. Chi non ascolta, non vuole capire. Chi non ascolta, non vuole cambiare. Chi non ascolta, non vuole decidere. Chi non ascolta, non vuole scegliere. Chi non ascolta, non vuole vivere.
Tirare a campare o vivere una vita piena, dignitosa, felice, armoniosa ?
Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni, rientrano all'interno di un offensiva che mira a soffocare la rete come strumento di libera informazione. È il giudizio del network "Diritto alla Rete" che ha indetto un cyberazione per il 14 luglio contro il decreto ammazza-internet.
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto.
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
Quando per la prima volta anni fa mi dedicai alla ricerca di questo progetto HAARP avevo le idee ben confuse. Divisa tra teoria complottista e realtà.
Il fatto che venga riportato questo articolo in rete parla chiaro. Non ci credevo più da un pezzo ai fenomeni naturali distruttivi, se tutto fosse casuale una volta andrebbe a toccare anche zone del mondo meno instabili e commercialmente più ricche. Invece...
Il generale Fabio Mini ha parlato del sistema di controllo climatico statunitense HAARP sulla rivista Limes.
Il generale Fabio Mini, già comandante della forza Nato in Kosovo, decorato nell'ottobre 2004 con la Legion of Merit dagli USA, ha parlato del sistema militare statunitense HAARP di manipolazione ionosferica, nell'articolo "Owning the weather:impadronirsi del clima", pubblicato sulla rivista Limes. "La guerra ambientale globale è già cominciata [...] Si distrugge la natura per annientare il nemico [...] e se stessi. [...] Uno dei più moderni programmi di ricerca militare di questi ultimi tempi si chiama proprio "Owning the weather in 2025", impadronirsi del clima entro il 2025, data entro la quale si ritiene di riuscire a possedere il tempo metereologico, e quindi il clima, aumentando le proprie capacità d’intervento militare. [...] Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali [...] Armi ad onde elettromagnetiche capaci di provocare alterazioni della ionosfera, delle fasce di Van Allen e dello strato di ozono, nonché terremoti, maremoti, surriscaldamento e raffreddamento di masse gassose, liquide e solide e quindi di indurre e pilotare cataclismi atmosferici fino a determinare variazioni climatiche permanenti. Tutti sanno che gli Stati Uniti da decenni finanziano un progetto di trasmissione di onde ad alta frequenza in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre. Il progetto denominato HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) è finanziato dal Pentagono a titolo di studio. Ma tutti sanno che il Pentagono non spreca soldi se non ha un interesse militare. [...] Lo scopo è quello d’interferire con la ionosfera. [...] Le emissioni dei trasmettitori di HAARP, che avvengono quasi regolarmente in quattro periodi dell’anno, sono in grado di inviare nella ionosfera raggi di potenza superiore al gigawatt."
E' ora, è ora, è ora di pensare a quello che mettiamo in busta.
La spesa che facciamo quotidianamente e che pensiamo sia un gesto semplice e ininfluente in realtà ha ripercussioni da una parte all' altra del globo.
Mi permetto di segnalare 10 piccoli passi per cercare di diminuire finanche azzerare i rifiuti che con il loro incenerimento sono causa di malattie, vedi cancro, per milioni di persone.
UN PASSO ALLA VOLTA E LA TERRA CONTINUERA' A RESPIRARE :
1) Portare sembre dietro una borsa di tela per riporre la spesa.
2) Evitare prodotti inutili come bevande, acqua in bottiglia, patatine fritte.
3) Preferire i prodotti sfusi, facendo pressione sui rivenditori affinchè mettano a disposizione sacchetti di carta o Mater-bi.
4) Evitare prodotti monodose che spesso hanno un rapporto assurdo fra imballaggio e contenuto.
5) Preparare in casa tutto ciò che è possibile ( yogurt, conserve, marmellate, merende).
6) Cucinare di più per evitare gli imballaggi dei prodotti pronti.
7) Spingere i supermercati a predisporre distributori che vendono in maniera sfusa tutto il possibile.
8) Scegliere i prodotti solidi in confezioni leggere, possibilmente di carta.
9) Prediligere i liquidi e i prodotti umidi in contenitori di vetro o con vuoto a rendere. In subordine il Tetra Pack e l' acciaio. Come successive scelte l' alluminio e la plastica.
10) Fare attenzione ai simboli sulle etichette.
Se non ci avevete mai pensato prima, ora è noto . Un consumatore critico è un consumatore felice.
La situazione di degrado che ha visto come protagonista una della più belle regioni della nostra penisola, la Campania, qualche mese fa potrebbe ripetersi anche qui vicino a noi.
Ricordiamo queste semplici regole per vivere meglio su questa terra.
Shell finisce davanti al tribunale per l'omicidio di nove militanti Ogoni in Nigeria nel '95. C'è poi il caso di Chevron-Texaco. L'industria estrattiva per sopravvivere deve agire con la massima responsabilità ambientale e sociale, spiega il World Resources Institute. Ma anche la nostra Eni, a giudicare da quello che sta facendo in Congo, pare non averlo capito.
Tra le vittime del petrolio non solo il clima e l’ambiente, ma, in alcuni casi, anche i diritti umani. A ricordarcelo in queste settimane è un processo che riporta all’attualità una delle storie simbolo della rapina dei grandi del petrolio ai danni dei popoli del terzo mondo.
Davanti al tribunale federale di New York, la Shell dovrà rispondere di complicità nell’omicidio dello scrittore nigeriano Ken Saro Wiwa e di altri otto militanti del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni. Una storia di terrorismo di Stato che si colloca nel contesto del duro conflitto tra gli Ogoni, il Governo nigeriano, Shell e Chevron (storia ben ben documentata nei report di Human Rights Watch). Gli Ogoni, nel ventennio successivo alle prime scoperte petrolifere fatte nei loro territori (1957), nel sud-est del delta del Niger, erano stati cacciati d’autorità dalle loro terre, poi devastate dall’attività estrattiva, senza alcuna compensazione se non quella, irrisoria, pari al valore dei raccolti delle terre che coltivavano.
La fase più accesa dello scontro era iniziata nel ’92 quando le azioni del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni, che chiedeva compensazioni per 10 miliardi di dollari, si erano rivolte direttamente alle strutture delle multinazionali, riuscendo a danneggiare significativamente le aziende. La risposta del Governo fu una dura politica repressiva, con leggi liberticide, blitz nei villaggi Ogoni, torture e una serie di omicidi e di esecuzioni, tra le quali, nel ‘95, quelle per cui ora Shell deve rispondere per complicità, dato che – sostiene l’accusa – l’azienda sarebbe stata mandante e finanziatrice delle azioni. L’impiccagione di Ken Saro Wiwa e compagni all’epoca aveva suscitato grande indignazione a livello internazionale, ma solo la settimana scorsa la vicenda è arrivata davanti a un tribunale (le prossime sedute si svolgeranno questa settimana). Sulla base di due leggi americane, l’Alien Tort Statute e la Legge per la Protezione delle Vittime della Tortura, che consentono ai cittadini stranieri di denunciare negli Usa violazioni dei diritti umani compiute in altri paesi, infatti, ci si è potuti rivolgere alla giustizia statunitense. Ora un’eventuale condanna di Shell – ritenuta probabile – sarebbe un precedente importante: significherebbe che le multinazionali che operano o sono di base negli Usa, possono essere ritenute responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse all'estero. Un passo avanti verso la fine dell’impunità delle grandi compagnie, dunque, che si sposa con la tesi sostenuta dal World Resource Insitute nel loro ultimo rapporto in propostito, “Engaging Communities in Extractive and Infrastructure Projects”. Secondo il WRI la sopravvivenza delle industrie estrattive oggi non può più prescindere dall’adempimento delle proprie responsabilità in campo ambientale e sociale: ONG attive, governi più attenti e un’opinione pubblica più sensibile renderebbero impossibile ‘farla franca’.
Gli esempi di multinazionali inchiodate alle loro responsabilità non mancano: Chevron rischia di dover pagare fino a 16 miliardi di dollari di risarcimento alle popolazioni dell’Equador per quella che è stata definita “la Chernobil dell’Amazzonia”, un massiccio inquinamento dovuto alla precedente gestione dei giacimenti da parte di Texaco (acquisita da Chevron nel 2001) che avrebbe causato migliaia di morti per malattie correlate. Anche quando le eventuali illegalità non arrivino davanti ad un tribunale, sottolinea il WRI, la responsabilità sociale di un’azienda sta diventando sempre più importante anche per gli investitori. Considerazioni su cui anche i vertici dell'Eni dovrebbero riflettere. L’azienda, che, con il Ministero delle Finanza e la Cassa Depositi e Prestiti tra gli azionisti principali, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d'affari, in Congo, starebbe portando avanti una politica quantomeno dubbia in quanto a responsabilità ambientale e sociale. Nel giacimento di M’boundi la vita delle popolazioni locali è rovinata dall’inquinamento causato dalle attività estrattive: in particolare la pratica del gas flaring (ossia del bruciare a cielo aperto il gas naturale che esce dai pozzi petroliferi) causa malattie respiratorie, piogge acide e inquinamento delle acque. Eni ora si starebbe si impegnando per ridurre il gas flaring, realizzando in loco una centrale termolettrica a gas, ma - denuncia Altreconomia - la centrale si inserirebbe in un progetto ancora più devastante a livello ambientale. Dall'impianto – che soddisferebbe i fabbisogni elettrici dell’azienda stessa - si vorrebbe ricavare energia a buon mercato per uno dei modi di ottenere il petrolio più inefficienti e inquinanti: lo sfruttamento delle sabbie bituminose. L’azienda infatti ha acquistato per 4 miliardi di dollari dal Governo congolese una concessione ad esplorare il petrolio mescolato alla sabbia di una zona di foresta vasta come diverse province italiane. Già ora le popolazioni della zona avrebbero subito danni dalle esplorazioni, condotte senza alcuna consultazione delle comunità locali. Se il progetto di sfruttamento delle sabbie bituminose proseguisse si andrebbe verso un disastro ambientale: deforestazione e miniere a cielo aperto intervallate da laghi di scarti tossici. Tutto per ottenere greggio di scarsa qualità la cui estrazione genera (secondo l’ONG inglese Platform) dalle 3 alle 5 volte più emissioni rispetto a quella del petrolio dai pozzi e che diventa economicamente conveniente solo con prezzi del barile superiori ai 100 dollari. Una strategia, dunque, che non sembra affatto guidata dalla responsabilità ambientale come consiglia il WRI.
Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’ informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’ unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo http:\\www.beppegrillo.it dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico http://punto-informatico.it/ .
Fate girare questa notizia il più possibile.
E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.
In Provincia di Reggio Emilia, sgorga acqua gassata direttamente dalle fontane. Si pagherà al prezzo dell’acqua potabile. Ricadute positive anche per la raccolta di rifiuti: la Provincia stima un taglio di 10 kg di plastica per abitante l’anno. Un progetto analogo è attivo anche in provincia di Milano.
L’acqua da mettere in tavola arriverà dall’acquedotto e si imbottiglierà direttamente da una fontana. Con tanto di scelta tra liscia, gassata o refrigerata. Le fontane saranno realizzate in provincia di Reggio Emilia, a Scandiano, Correggio e Sant’Ilario. Qui la multiutility Enìa sta mettendo in atto una serie di progetti innovativi che fanno parte del Piano triennale d’azione ambientale 2008-2010 approvato dalla Provincia.
Gli impianti dell’acqua gassata permetteranno ai cittadini di risparmiare (il costo per rifornirsi sarà infatti quello dell’acqua potabile), ma soprattutto di produrre meno rifiuti: la Provincia stima dieci kg di plastica in meno all’anno per ogni abitante che ricorrerà al sistema di “ricarica”. “Attraverso il Piano, che ha lo scopo di indirizzare e sostenere azioni in diversi settori strategici per la tutela e la salvaguardia ambientale - spiega l’assessore Alfredo Gennari, - la Provincia movimenterà complessivamente dieci milioni, fondi regionali compresi. I fondi saranno utilizzati nell’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, nell’incremento della raccolta differenziata e la riduzione della produzione di rifiuti, in azioni per la qualità dell’aria e per la bonifica di siti inquinati”. Fontane da cui zampilla acqua gassata non sono una novità assoluta per il territorio italiano. Un servizio simile è stato gratuitamente in funzione per qualche tempo in Provincia di Milano con "le Case dell’Acqua". I progetti sono stati avviati ad Abbiate Grasso, San Donato Milanese, Pieve Emanuele, Buccinasco, a Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e a Corsico.
Fonte: E-gazette
Articolo tratto dalla rivista on line Aam Terra Nuova. Grazie !
Circa 10 anni fa per caso ho conosciuto Paul Canonici. Risultato poi essere figlio di un fratello del marito di mia zia Anita emigrato in America nel lontano fine ottocento. Non ho mai conosciuto Pacifico Canonico, il marito della zia poichè morì un anno prima che nascessi. Neanche suo fratello. Ho visto tante foto dei primi del novecento, di quando la coppia era giovane e splendente. Quando Paul si è materializzato davanti a me in una calda estate del 1999 stentavo a credere ai miei occhi. Credevo che zio Pacifico fosse ancora vivo! In realtà la somiglianza era spaventosa. Pensare che solo grazie ad una fotografia ricordavo quel viso. Mi spiegò che il cognome Canonico si era trasformato in Canonici per un' errore di registrazione quando il suo dady arrivò nella terra oltre oceano. Ebbene, Paul persona di grande carisma e semplicità, ha scritto un libro molto interessante che cerca di essere un ponte di memoria tra le generazioni emigrate nel delta del Mississippi a coltivare il cotone e le attuali generazioni italiane, italo-americane che con il tempo hanno perso il ricordo di queste persone e dei loro viaggi di speranza. L' America terra di grandi promesse, terra che per troppe persone riservò solo sofferenza e morte. Paul ci ha riportato alla memoria uno spaccato della nostra vita di italiani migranti, della nostra indole di marchigiani seri e laboriosi. E' stata un' emozione fortissima ascoltare i suoi racconti, vedere che si ricordava di me di quando dieci anni prima per pura coincidenza ci eravamo trovati. Grazie Paul.
Per la prima volta gli ecoincentivi salgono sui pedali e vengono estesi anche all'acquisto di biciclette, senza rottamazione.
Il Ministero dell'Ambiente ha deciso di allargare per la prima volta i contributi all'acquisto per le due ruote anche alle classiche biciclette a pedali.
L'incentivo, che in precedenza era vincolato solo all'acquisto di biciclette a pedalata assistita, è pari al 30% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 700 euro, ed è senza obbligo di rottamazione. Il fondo messo a disposizione dal Ministero è di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009.
Soddisfatta la Fiab che da anni si batte perchè gli incentivi venegano estesi alle normali biciclette: "Rivolgiamo pubblicamente un plauso al Ministero dell'Ambiente e al Presidente dell'ANCMA perché per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali, quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente eco-compatibile. L'iniziativa rappresenta sicuramente un importante sostegno concreto anche al mercato delle biciclette e al senso di autostima di produttori e negozianti di bici, fino a ieri esclusi dagli aiuti governativi. Speriamo che si ripetano altri interventi pubblici a supporto del settore biciclette, perché siamo certi del successo del provvedimento".
Per poter usufruire degli incentivi è sufficiente fare una scelta all'interno del listino predisposto dal ministero, che prevede prezzi ed entità del contributo. Fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita iva.
Segue l'elenco completo degli incentivi per le due ruote:
- perl’acquisto di una bicicletta, anche a pedalata assistita, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 700 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o di un ciclomotore Euro 2 a ridotto
consumo, con contestuale rottamazione, il 20% del costo del veicolo fino ad un massimo di 350 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione, l’8% del costo del veicolo fino ad un massimo di 180 euro;
- per l’acquisto di un motociclo elettrico o di un quadriciclo elettrico, con contestuale rottamazione,
il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 1.300 euro;
- per l’acquisto di un motociclo Euro 3 ibrido, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 950 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore elettrico, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 850 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore ibrido, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 600 euro;
A blog unificati, grazie alla regia e alla genialità del nostro bravissimo Quilly, con grande piacere pubblico post ufficiale dell' iniziativa
" NON RIFIUTARMI "
DISTRIBUZIONE GRATUITA SHOPPERS IN TELA E IN CARTA ALLA CITTADINANZA
Gli attivisti del Meetup Senigallia e del Movimento Lento Ciclabile Senigallia effettueranno una distribuzione gratuita di shoppers in tela e in carta alla cittadinanza per sensibilizzare l'opinione pubblica all'uso di borse riutilizzabili in vece dei dannosissimi, e nocivi per l'ambiente, sacchetti di plastica monouso. La consegna avverrà in modalità ciclabile e itinerante. I nostri attivisti si muoveranno in tutta la città (Corso 2 Giugno, Piazza Saffi, Piazza Roma, Centri Commerciali) per effettuare la consegna materiale degli shoppers e per consegnare volantini informativi e la copia di una lettera scritta al sindaco per chiedere che le buste di plastica monouso vengano al più presto messe al bando in tutto il territorio comunale come già avviene in alcuni comuni italiani. Si ringraziano per il fondamentale apporto, il Comune di Senigallia, Mondo Solidale, i negozi-bio La Terra e il Cielo ed Emporio Alcatraz e le ditte Fiorini e Pierpaoli.
Questa ennesima intervista a Mister Berlusconi dovrebbe essere vista a reti unificate da tutta Italia. In realtà nè RAI pubblico servizio, nè MEDIASET privata gestione, hanno avuto la minima intenzione di trasmettere.
Ogni parola è superflua, ognuno di Voi trarrà le sue opinioni in merito.
Qualche tempo fa, ho letto un libro che parlava in modo serio dei complotti che sarebbero in atto alle spalle dell' intera umanità. Si parlava di virus che sarebbero passati all' uomo " magicamente " e che avrebbero fatto un bel pò di morti. Gli americani sono anni che parlano del problema, su questo pianeta siamo in troppi, troppe bocche da sfamare e troppe poche risorse rimaste. E allora ? Allora bisogna sfoltirci un pò altrimenti chi sta troppo troppo troppo bene non potrà continuare a farlo. Il solito kazzeggio in rete mi ha portato a scoprire questa chicca che vado subito a postare.
Per chi crede che possa accadere una cosa simile dico: speriamo di essere nella metà del mondo che non verrà soppressa. Per chi non ci crede nulla cambierà.
Il virus dell'aviaria scappa dal laboratorio
La fuoriuscita del virus vivo H5N1 è avvenuto in un laboratorio dell'americana Baxter, che casualmente ha già a disposizione il vaccino antinfluenzale...
Secondo la difficile ricostruzione dell'accaduto, operata da alcuni giornalisti, la filiale austriaca della multinazionale Baxter avrebbe inviato campioni del virus influenzale stagionale H3N2 inquinati con il virus vivo dell’aviaria H5N1 a svariati laboratori in tutto il mondo.
Il fatto è accaduto all’inizio dell’anno, ma solo a metà febbraio il laboratorio Biotest (Repubblica Ceca) si è accorto dell’inquinamento dopo la morte inspiegabile dei furetti su cui stavano facendo dei test con il materiale fornito dalla Baxter.
Il virus vivo dell’aviaria non sarebbe stato soltanto capace di causare una pandemia, ma avrebbe potuto incrociarsi con il virus stagionale con cui era mescolato, unendo l’alta infettività del H3N2 con il carattere letale del H5N1.
Dopo un lungo silenzio la multinazionale ha ammesso un inquinamento accidentale. Tuttavia sono in diversi a chiedersi se era veramente accidentale. Anche perché tutti sanno che una pandemia può svilupparsi solo se il virus dell’aviaria si combina insieme a un virus influenzale umano, perciò l’unica cosa a cui dovevano stare attenti era non mescolare i virus. I laboratori che maneggiano virus come quello dell’aviaria hanno misure e protocolli di sicurezza tali che è praticamente impossibile che “scappi” un virus.
Baxter International ha fatto sapere che la contaminazione è stato il risultato di un errore successo nel laboratorio di Orth-Donau, Austria. Christopher Bona, il direttore della comunicazione globale bioscientifica, ha affermato che il virus liquido non era un vaccino e che è stato sviluppato solo per motivi di sperimentazione.
Tutte le informazioni dettagliate che riguardano l'incidente sarebbero stati consegnati alle autorità nazionali e agli organismi internazionali appropriati (ECDC e WHO).
Se si vuole essere un po' più smaliziati, fa pensare il fatto chela stessa Baxter ha ottenuto l’anno scorso dalla CE la pre-autorizzazione per il vaccino CELVAPAN che è il primo che permetterebbe in caso di pandemia di produrre un vaccino efficace in poco tempo, a differenza dei vaccini tradizionali che richiedono mesi.
Considerato che il virus dell’aviaria in Natura non vuol incrociarsi con un virus umano, forse qualcuno ha voluto favorirlo? Naturalmente il Celvapan verrebbe autorizzato subito in caso di pandemia.
In realtà qualcuno che aveva un buon numero di titoli della Baxter ha saputo dell’accaduto e temendo ripercussioni pesanti se la notizia fosse trapelata o peggio se fosse successo qualcosa di grave ha cercato di vendere, perciò le quotazioni sono scese.
E’ comunque strano: se muore un cigno in Turchia di presunta influenza aviaria ne parlano tutti i telegiornali del mondo, ma una multinazionale che diffonde il virus non fa notizia. Certamente bisogna riconoscere le buone intenzioni di chi ha oscurato il fatto: l’avranno fatto per evitare il panico collettivo, stanno sempre molto attenti a non turbare le anime!
Forse è meglio rinforzare il sistema immunitario perché prima o dopo qualche Frankenstein riuscirà a partorire il tanto atteso virus pandemico.
Chissà perchè questa notizia i mass media l' hanno dimenticata... vai a capirlo !
La farsa di Acerra
09/04/2009 - Gabriele Bindi
Dopo la rituale passerella politica l'inceneritore di Acerra, costruito in deroga alle normative di base che tutelano l'ambiente e la salute, è stato spento per motivi tecnici. Forse è meglio così, dicono i comitati campani. Il problema dei rifiuti però non è stato ancora risolto. Gli interessi della politica di ogni colore...
Acerra, tanto clamore per niente! Questa, in sintesi, la denuncia del Movimento Campano per Rifiuti Zero. Dopo una settimana dall'inaugurazione in pompa magna dell'inceneritore di Acerra, il primo dei 5 previsti in Campania dal decreto 90, l'impianto è stato spento, insieme alle luci della farsa mediatica messa in scena il 26 marzo scorso
Il Movimento ricorda che l'inceneritore è stato aperto in deroga a tutte le normative a tutela della salute e a salvaguardia dell'ambiente e senza rispettare le 27 prescrizioni previste. La costruzione è avvenuta per opera di un'azienda sotto processo insieme ai vertici del Commissariato straordinario per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Un impianto attivato contro la volontà di un'intera popolazione, costretta a vivere in un territorio già pesantemente inquinato, come dimostra anche la recente sentenza del Tribunale di Nola che conferma la correlazione diretta tra l'inquinamento da rifiuti e la morte degli ovini che pascolavano sui terreni.
L'inceneritore di Acerra è stato infatti spento dopo poche ore di funzionamento per motivi ad oggi sconosciuti e che non escludono probabili problemi tecnici.
"Tanto clamore per niente, una passerella mediatica per continuare a mentire. Altro che fine dell'emergenza. La verità è un'altra!" sostiene il comunicato del Movimento Campano. I politici sarebbero stati sordi di fronte alle richieste dei cittadini che denunciano i pericoli per la salute e i rischi per l'ambiente e che avanzano concrete proposte alternative. La risposta al dissenso è stata invece l'istituzione di Tribunali Speciali.
"L'emergenza Campana è stata utilizzata dai Governi di centro destra e di centro sinistra per continuare a favorire interessi privati e finanziare con i soldi pubblici l'incenerimento dei rifiuti.
L'inceneritore di Acerra rappresenta tale scelta, scellerata ed irresponsabile, che si vuole esportare in tutto il Paese, del tutto incompatibile con una seria politica, boicottata in questi anni, di riduzione dei rifiuti, riuso, raccolta differenziata, riciclaggio e trattamento a freddo del residuo".
Le multinazionali dell'acqua in bottiglia, la Nestlé in primis, attraversano una grave crisi che tocca anche il mercato italiano. Calo del 9% in Veneto e nelle regioni del Nord, dove si impone l'uso dell'acqua dal rubinetto, più sicura ed ecologica. Sulla San Pellegrino Obama impone il dazio...
Gli italiani detengono il primato mondiale di consumo di acqua minerale: 11 miliardi di litri imbottigliati all'anno (190 a testa), ma le multinazionale del settore sembra non stiano navigando in buone d'acque, in seguito ad una forte contrazione dei consumi. E ad un cambio di mentalità del consumatore che considera l'acqua del rubinetto, oltre che più sicura ed economica, decisamente più virtuosa dal punto di vista ecologico.
Ma veniamo ai numeri, pubblicati da un brillante articolo del Manifesto. In Francia le vendite di acqua minerale sono calate del 7,5% nel 2008, nei ristoranti le ordinazioni di acqua in caraffa sono aumentate del 15% (nel 1990 il 70% dei francesi si fidava dell'acqua del rubinetto, oggi l'85%). Il rallentamento dei consumi riguarda tutti i paesi dell'Unione europea e del nord America (i mercati emergenti, al contrario, sono sommersi da un mare di acqua minerale: + 20% nel 2008). Non per niente quello delle acque minerali è l'unico comparto del gruppo Nestlé che ha subìto una contrazione del fatturato nel 2008 (circa 6.260 milioni di euro, una diminuzione dell'1,6% rispetto al 2007).
In Italia invece Nestlé Water, che è proprietaria del 20% di tutte le acque minerali vendute nel nostro paese, parla di un calo che mediamente si attesta attorno all'1,7%. Eppure, malgrado la media sul piano nazionale nasconde cifre molto più preoccupanti a livello locale.
Il Veneto rappresenterebbe «la maglia nera dei consumi» con un calo di vendite vicino al 9%. Non lontane da questi risultati le regioni del nord Italia, dove ha fatto breccia la politica dei consumi eticamente sostenibili. Al sud, invece, dove la qualità dell'acqua del rubinetto spesso lascia a desiderare, gli italiani continuano a comprare acqua in bottiglia.
Nonostante un 2008 chiuso in attivo (+ 7,7%), nei primi tre mesi del 2009 le bollicine della Nestlé hanno subito una perdita di fatturato del 15%. E il peggio, dicono fonti della multinazionale, che ha in programma un taglio del terzo del personale, deve ancora venire. Dagli Stati Uniti d'America, grandi stimatori dell'acqua San Pellegrino Nestlé, per esempio, che dal 23 aprile aumenteranno i diritti doganali su alcuni prodotti europei (dazi) come forma di ritorsione al divieto europeo di acquistare carne bovina americana agli ormoni.
«Esportiamo il 25% di acqua San Pellegrino negli Usa - spiega Nestlé Water - e con l'aumento del 100% dei diritti di dogana noi saremmo distrutti. Non smetteremo di lottare contro questa decisione». I lavoratori del gruppo Nestlé intanto scioperano, con presidio davanti alla sede milanese, per protestare contro il licenziamento di 282 dipendenti.
Ero una teenager quando gli Spandau Ballet iniziarono la loro brillante carriera. Sono stata a due concerti dove li ho visti cantare e sudare. Ricordo l' emozione fortissima il cuore sembrava aprirsi in due ... ero una ragazzina poco più che quindicenne. Innamorata pazza dei biondi capelli del disinvolto sassofonista Steve Norman. Inutile dire che ho una collezione in vinile di tutti i loro album, NESSUNO ESCLUSO! Rimangono un bellissimo ricordo di gioventù... legato anche al primo amore adolescenziale.
Come dimenticare le suadenti note di Gold....
E questo è l' annuncio del ritorno del mitico gruppo che tanto animò quei favolosi anni '80!
Allora care ragazze e ragazzi non ci resta che prenotare una bella trasferta in terra straniera, il 20 ottobre 2009 tutti a Londra al concerto !
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata;
rispetto del passato;
consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione;
indifferenza alle mode e all’effimero;
attingere al sapere della tradizione;
non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale;
non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso;
distinguere la qualità dalla quantità;
desiderare la gioia e non il divertimento;
valorizzare la dimensione spirituale e affettiva;
collaborare invece di competere;
sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.
La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.