venerdì 12 giugno 2009

CONSUMA LIBERO DA SCORIE

E' ora, è ora, è ora di pensare a quello che mettiamo in busta.

La spesa che facciamo quotidianamente e che pensiamo sia un gesto semplice e ininfluente in realtà ha ripercussioni da una parte all' altra del globo.

Mi permetto di segnalare 10 piccoli passi per cercare di diminuire finanche azzerare i rifiuti che con il loro incenerimento sono causa di malattie, vedi cancro, per milioni di persone.

UN PASSO ALLA VOLTA E LA TERRA CONTINUERA' A RESPIRARE :

1) Portare sembre dietro una borsa di tela per riporre la spesa.

2) Evitare prodotti inutili come bevande, acqua in bottiglia, patatine fritte.

3) Preferire i prodotti sfusi, facendo pressione sui rivenditori affinchè mettano a disposizione sacchetti di carta o Mater-bi.

4) Evitare prodotti monodose che spesso hanno un rapporto assurdo fra imballaggio e contenuto.

5) Preparare in casa tutto ciò che è possibile ( yogurt, conserve, marmellate, merende).

6) Cucinare di più per evitare gli imballaggi dei prodotti pronti.

7) Spingere i supermercati a predisporre distributori che vendono in maniera sfusa tutto il possibile.

8) Scegliere i prodotti solidi in confezioni leggere, possibilmente di carta.

9) Prediligere i liquidi e i prodotti umidi in contenitori di vetro o con vuoto a rendere. In subordine il Tetra Pack e l' acciaio. Come successive scelte l' alluminio e la plastica.

10) Fare attenzione ai simboli sulle etichette.

Se non ci avevete mai pensato prima, ora è noto .
Un consumatore critico è un consumatore felice.

La situazione di degrado che ha visto come protagonista una della più belle regioni della nostra penisola, la Campania, qualche mese fa potrebbe ripetersi anche qui vicino a noi.

Ricordiamo queste semplici regole per vivere meglio su questa terra.



Non mi resta che augurare buona spesa !

lunedì 8 giugno 2009

SOCIETA' PETROLIFERE: QUANDO IL DIRITTO UMANO VIENE SOPRAVARICATO DAGLI INTERESSI DEL DENARO


Shell finisce davanti al tribunale per l'omicidio di nove militanti Ogoni in Nigeria nel '95.
C'è poi il caso di Chevron-Texaco. L'industria estrattiva per sopravvivere deve agire con la massima responsabilità ambientale e sociale, spiega il World Resources Institute.
Ma anche la nostra Eni, a giudicare da quello che sta facendo in Congo, pare non averlo capito.


Tra le vittime del petrolio non solo il clima e l’ambiente, ma, in alcuni casi, anche i diritti umani. A ricordarcelo in queste settimane è un processo che riporta all’attualità una delle storie simbolo della rapina dei grandi del petrolio ai danni dei popoli del terzo mondo.


Davanti al tribunale
federale di New York, la Shell dovrà rispondere di complicità nell’omicidio dello scrittore nigeriano Ken Saro Wiwa e di altri otto militanti del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni.
Una storia di terrorismo di Stato che si colloca nel contesto del duro conflitto tra gli Ogoni, il Governo nigeriano, Shell e Chevron (storia ben ben documentata nei report di Human Rights Watch). Gli Ogoni, nel ventennio successivo alle prime scoperte petrolifere fatte nei loro territori (1957), nel sud-est del delta del Niger, erano stati cacciati d’autorità dalle loro terre, poi devastate dall’attività estrattiva, senza alcuna compensazione se non quella, irrisoria, pari al valore dei raccolti delle terre che coltivavano.
La fase più accesa dello scontro era iniziata nel ’92 quando le azioni del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni, che chiedeva compensazioni per 10 miliardi di dollari, si erano rivolte direttamente alle strutture delle multinazionali, riuscendo a danneggiare significativamente le aziende. La risposta del Governo fu una dura politica repressiva, con leggi liberticide, blitz nei villaggi Ogoni, torture e una serie di omicidi e di esecuzioni, tra le quali, nel ‘95, quelle per cui ora Shell deve rispondere per complicità, dato che – sostiene l’accusa – l’azienda sarebbe stata mandante e finanziatrice delle azioni.
L’impiccagione di Ken Saro Wiwa e compagni all’epoca aveva suscitato grande indignazione a livello internazionale, ma solo la settimana scorsa la vicenda è arrivata davanti a un tribunale (le prossime sedute si svolgeranno questa settimana). Sulla base di due leggi americane, l’Alien Tort Statute e la Legge per la Protezione delle Vittime della Tortura, che consentono ai cittadini stranieri di denunciare negli Usa violazioni dei diritti umani compiute in altri paesi, infatti, ci si è potuti rivolgere alla giustizia statunitense. Ora un’eventuale condanna di Shell – ritenuta probabile – sarebbe un precedente importante: significherebbe che le multinazionali che operano o sono di base negli Usa, possono essere ritenute responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse all'estero.
Un passo avanti verso la fine dell’impunità delle grandi compagnie, dunque, che si sposa con la tesi sostenuta dal World Resource Insitute nel loro ultimo rapporto in propostito, “Engaging Communities in Extractive and Infrastructure Projects”. Secondo il WRI la sopravvivenza delle industrie estrattive oggi non può più prescindere dall’adempimento delle proprie responsabilità in campo ambientale e sociale: ONG attive, governi più attenti e un’opinione pubblica più sensibile renderebbero impossibile ‘farla franca’.
Gli esempi di multinazionali inchiodate alle loro responsabilità non mancano: Chevron rischia di dover pagare fino a 16 miliardi di dollari di risarcimento alle popolazioni dell’Equador per quella che è stata definita “la Chernobil dell’Amazzonia”, un massiccio inquinamento dovuto alla precedente gestione dei giacimenti da parte di Texaco (acquisita da Chevron nel 2001) che avrebbe causato migliaia di morti per malattie correlate. Anche quando le eventuali illegalità non arrivino davanti ad un tribunale, sottolinea il WRI, la responsabilità sociale di un’azienda sta diventando sempre più importante anche per gli investitori.
Considerazioni su cui anche i vertici dell'Eni dovrebbero riflettere. L’azienda, che, con il Ministero delle Finanza e la Cassa Depositi e Prestiti tra gli azionisti principali, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d'affari, in Congo, starebbe portando avanti una politica quantomeno dubbia in quanto a responsabilità ambientale e sociale. Nel giacimento di M’boundi la vita delle popolazioni locali è rovinata dall’inquinamento causato dalle attività estrattive: in particolare la pratica del gas flaring (ossia del bruciare a cielo aperto il gas naturale che esce dai pozzi petroliferi) causa malattie respiratorie, piogge acide e inquinamento delle acque. Eni ora si starebbe si impegnando per ridurre il gas flaring, realizzando in loco una centrale termolettrica a gas, ma - denuncia Altreconomia - la centrale si inserirebbe in un progetto ancora più devastante a livello ambientale. Dall'impianto – che soddisferebbe i fabbisogni elettrici dell’azienda stessa - si vorrebbe ricavare energia a buon mercato per uno dei modi di ottenere il petrolio più inefficienti e inquinanti: lo sfruttamento delle sabbie bituminose.
L’azienda infatti ha acquistato per 4 miliardi di dollari dal Governo congolese una concessione ad esplorare il petrolio mescolato alla sabbia di una zona di foresta vasta come diverse province italiane. Già ora le popolazioni della zona avrebbero subito danni dalle esplorazioni, condotte senza alcuna consultazione delle comunità locali. Se il progetto di sfruttamento delle sabbie bituminose proseguisse si andrebbe verso un disastro ambientale: deforestazione e miniere a cielo aperto intervallate da laghi di scarti tossici. Tutto per ottenere greggio di scarsa qualità la cui estrazione genera (secondo l’ONG inglese Platform) dalle 3 alle 5 volte più emissioni rispetto a quella del petrolio dai pozzi e che diventa economicamente conveniente solo con prezzi del barile superiori ai 100 dollari. Una strategia, dunque, che non sembra affatto guidata dalla responsabilità ambientale come consiglia il WRI.


Fonte: Qualenergia

giovedì 4 giugno 2009

VOGLIONO IMBAVAGLIARE L' INFORMAZIONE INTERNET

Questione di Democrazia

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’ informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’ unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo http:\\www.beppegrillo.it dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico http://punto-informatico.it/ .

Fate girare questa notizia il più possibile.

E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.

E’ in gioco davvero la democrazia.

martedì 12 maggio 2009

L'acqua pubblica diventa gassata

In Provincia di Reggio Emilia, sgorga acqua gassata direttamente dalle fontane. Si pagherà al prezzo dell’acqua potabile. Ricadute positive anche per la raccolta di rifiuti: la Provincia stima un taglio di 10 kg di plastica per abitante l’anno. Un progetto analogo è attivo anche in provincia di Milano.
L’acqua da mettere in tavola arriverà dall’acquedotto e si imbottiglierà direttamente da una fontana. Con tanto di scelta tra liscia, gassata o refrigerata. Le fontane saranno realizzate in provincia di Reggio Emilia, a Scandiano, Correggio e Sant’Ilario.
Qui la multiutility Enìa sta mettendo in atto una serie di progetti innovativi che fanno parte del Piano triennale d’azione ambientale 2008-2010 approvato dalla Provincia.

Gli impianti dell’acqua gassata permetteranno ai cittadini di risparmiare (il costo per rifornirsi sarà infatti quello dell’acqua potabile), ma soprattutto di produrre meno rifiuti: la Provincia stima dieci kg di plastica in meno all’anno per ogni abitante che ricorrerà al sistema di “ricarica”. “Attraverso il Piano, che ha lo scopo di indirizzare e sostenere azioni in diversi settori strategici per la tutela e la salvaguardia ambientale - spiega l’assessore Alfredo Gennari, - la Provincia movimenterà complessivamente dieci milioni, fondi regionali compresi. I fondi saranno utilizzati nell’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, nell’incremento della raccolta differenziata e la riduzione della produzione di rifiuti, in azioni per la qualità dell’aria e per la bonifica di siti inquinati”.
Fontane da cui zampilla acqua gassata non sono una novità assoluta per il territorio italiano. Un servizio simile è stato gratuitamente in funzione per qualche tempo in Provincia di Milano con "le Case dell’Acqua". I progetti sono stati avviati ad Abbiate Grasso, San Donato Milanese, Pieve Emanuele, Buccinasco, a Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e a Corsico.

Fonte: E-gazette

Articolo tratto dalla rivista on line Aam Terra Nuova. Grazie !

mercoledì 29 aprile 2009

MA LA' GIU'... 'N-T.L CAMP D.L CUTON!



Circa 10 anni fa per caso ho conosciuto Paul Canonici.
Risultato poi essere figlio di un fratello del marito di mia zia Anita emigrato in America nel lontano fine ottocento.
Non ho mai conosciuto Pacifico Canonico, il marito della zia poichè morì un anno prima che nascessi. Neanche suo fratello.
Ho visto tante foto dei primi del novecento, di quando la coppia era giovane e splendente.
Quando Paul si è materializzato davanti a me in una calda estate del 1999 stentavo a credere ai miei occhi. Credevo che zio Pacifico fosse ancora vivo!
In realtà la somiglianza era spaventosa.
Pensare che solo grazie ad una fotografia ricordavo quel viso.
Mi spiegò che il cognome Canonico si era trasformato in Canonici per un' errore di registrazione quando il suo dady arrivò nella terra oltre oceano.
Ebbene, Paul persona di grande carisma e semplicità, ha scritto un libro molto interessante che cerca di essere un ponte di memoria tra le generazioni emigrate nel delta del Mississippi a coltivare il cotone e le attuali generazioni italiane, italo-americane che con il tempo hanno perso il ricordo di queste persone e dei loro viaggi di speranza.
L' America terra di grandi promesse, terra che per troppe persone riservò solo sofferenza e morte.
Paul ci ha riportato alla memoria uno spaccato della nostra vita di italiani migranti, della nostra indole di marchigiani seri e laboriosi.
E' stata un' emozione fortissima ascoltare i suoi racconti, vedere che si ricordava di me di quando dieci anni prima per pura coincidenza ci eravamo trovati.
Grazie Paul.




martedì 28 aprile 2009

INCENTIVO INTELLINGENTE !


Incentivi all'acquisto biciclette

Per la prima volta gli ecoincentivi salgono sui pedali e vengono estesi anche all'acquisto di biciclette, senza rottamazione.

Il Ministero dell'Ambiente ha deciso di allargare per la prima volta i contributi all'acquisto per le due ruote anche alle classiche biciclette a pedali.

L'incentivo, che in precedenza era vincolato solo all'acquisto di biciclette a pedalata assistita, è pari al 30% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 700 euro, ed è senza obbligo di rottamazione. Il fondo messo a disposizione dal Ministero è di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009.

Soddisfatta la Fiab che da anni si batte perchè gli incentivi venegano estesi alle normali biciclette: "Rivolgiamo pubblicamente un plauso al Ministero dell'Ambiente e al Presidente dell'ANCMA perché per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali, quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente eco-compatibile. L'iniziativa rappresenta sicuramente un importante sostegno concreto anche al mercato delle biciclette e al senso di autostima di produttori e negozianti di bici, fino a ieri esclusi dagli aiuti governativi. Speriamo che si ripetano altri interventi pubblici a supporto del settore biciclette, perché siamo certi del successo del provvedimento".

Per poter usufruire degli incentivi è sufficiente fare una scelta all'interno del listino predisposto dal ministero, che prevede prezzi ed entità del contributo. Fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita iva.

Segue l'elenco completo degli incentivi per le due ruote:

- per l’acquisto di una bicicletta, anche a pedalata assistita, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 700 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o di un ciclomotore Euro 2 a ridotto
consumo, con contestuale rottamazione, il 20% del costo del veicolo fino ad un massimo di 350 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione, l’8% del costo del veicolo fino ad un massimo di 180 euro;
- per l’acquisto di un motociclo elettrico o di un quadriciclo elettrico, con contestuale rottamazione,
il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 1.300 euro;
- per l’acquisto di un motociclo Euro 3 ibrido, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 950 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore elettrico, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 850 euro;
- per l’acquisto di un ciclomotore ibrido, con contestuale rottamazione, il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 600 euro;

Fonte: Eco dalle Città

mercoledì 22 aprile 2009

INIZIATIVA " NON RIFIUTARMI "

A blog unificati, grazie alla regia e alla genialità del nostro bravissimo Quilly, con grande piacere pubblico post ufficiale dell' iniziativa

" NON RIFIUTARMI "

DISTRIBUZIONE GRATUITA SHOPPERS IN TELA E IN CARTA ALLA CITTADINANZA



Gli attivisti del Meetup Senigallia e del Movimento Lento Ciclabile Senigallia effettueranno una distribuzione gratuita di shoppers in tela e in carta alla cittadinanza per sensibilizzare l'opinione pubblica all'uso di borse riutilizzabili in vece dei dannosissimi, e nocivi per l'ambiente, sacchetti di plastica monouso.

La consegna avverrà in modalità ciclabile e itinerante. I nostri attivisti si muoveranno in tutta la città (Corso 2 Giugno, Piazza Saffi, Piazza Roma, Centri Commerciali) per effettuare la consegna materiale degli shoppers e per consegnare volantini informativi e la copia di una lettera scritta al sindaco per chiedere che le buste di plastica monouso vengano al più presto messe al bando in tutto il territorio comunale come già avviene in alcuni comuni italiani.

Si ringraziano per il fondamentale apporto, il Comune di Senigallia, Mondo Solidale, i negozi-bio La Terra e il Cielo ed Emporio Alcatraz e le ditte Fiorini e Pierpaoli.


venerdì 17 aprile 2009

UN " CAMPEGGIO " DISTRUTTIVO !

Questa ennesima intervista a Mister Berlusconi dovrebbe essere vista a reti unificate da tutta Italia. In realtà nè RAI pubblico servizio, nè MEDIASET privata gestione, hanno avuto la minima intenzione di trasmettere.

Ogni parola è superflua, ognuno di Voi trarrà le sue opinioni in merito.

giovedì 16 aprile 2009

PANDEMIA O NON PANDEMIA, QUESTO E' IL PROBLEMA .

Qualche tempo fa, ho letto un libro che parlava in modo serio dei complotti che sarebbero in atto alle spalle dell' intera umanità.
Si parlava di virus che sarebbero passati all' uomo " magicamente " e che avrebbero fatto un bel pò di morti.
Gli americani sono anni che parlano del problema, su questo pianeta siamo in troppi, troppe bocche da sfamare e troppe poche risorse rimaste.
E allora ?
Allora bisogna sfoltirci un pò altrimenti chi sta troppo troppo troppo bene non potrà continuare a farlo.
Il solito kazzeggio in rete mi ha portato a scoprire questa chicca che vado subito a postare.

Per chi crede che possa accadere una cosa simile dico: speriamo di essere nella metà del mondo che non verrà soppressa. Per chi non ci crede nulla cambierà.


Il virus dell'aviaria scappa dal laboratorio

La fuoriuscita del virus vivo H5N1 è avvenuto in un laboratorio dell'americana Baxter, che casualmente ha già a disposizione il vaccino antinfluenzale...

Secondo la difficile ricostruzione dell'accaduto, operata da alcuni giornalisti, la filiale austriaca della multinazionale Baxter avrebbe inviato campioni del virus influenzale stagionale H3N2 inquinati con il virus vivo dell’aviaria H5N1 a svariati laboratori in tutto il mondo.
Il fatto è accaduto all’inizio dell’anno, ma solo a metà febbraio il laboratorio Biotest (Repubblica Ceca) si è accorto dell’inquinamento dopo la morte inspiegabile dei furetti su cui stavano facendo dei test con il materiale fornito dalla Baxter.

Il virus vivo dell’aviaria non sarebbe stato soltanto capace di causare una pandemia, ma avrebbe potuto incrociarsi con il virus stagionale con cui era mescolato, unendo l’alta infettività del H3N2 con il carattere letale del H5N1.
Dopo un lungo silenzio la multinazionale ha ammesso un inquinamento accidentale. Tuttavia sono in diversi a chiedersi se era veramente accidentale. Anche perché tutti sanno che una pandemia può svilupparsi solo se il virus dell’aviaria si combina insieme a un virus influenzale umano, perciò l’unica cosa a cui dovevano stare attenti era non mescolare i virus. I laboratori che maneggiano virus come quello dell’aviaria hanno misure e protocolli di sicurezza tali che è praticamente impossibile che “scappi” un virus.

Baxter International ha fatto sapere che la contaminazione è stato il risultato di un errore successo nel laboratorio di Orth-Donau, Austria. Christopher Bona, il direttore della comunicazione globale bioscientifica, ha affermato che il virus liquido non era un vaccino e che è stato sviluppato solo per motivi di sperimentazione.
Tutte le informazioni dettagliate che riguardano l'incidente sarebbero stati consegnati alle autorità nazionali e agli organismi internazionali appropriati (ECDC e WHO).

Se si vuole essere un po' più smaliziati, fa pensare il fatto chela stessa Baxter ha ottenuto l’anno scorso dalla CE la pre-autorizzazione per il vaccino CELVAPAN che è il primo che permetterebbe in caso di pandemia di produrre un vaccino efficace in poco tempo, a differenza dei vaccini tradizionali che richiedono mesi.
Considerato che il virus dell’aviaria in Natura non vuol incrociarsi con un virus umano, forse qualcuno ha voluto favorirlo? Naturalmente il Celvapan verrebbe autorizzato subito in caso di pandemia.

In realtà qualcuno che aveva un buon numero di titoli della Baxter ha saputo dell’accaduto e temendo ripercussioni pesanti se la notizia fosse trapelata o peggio se fosse successo qualcosa di grave ha cercato di vendere, perciò le quotazioni sono scese.
E’ comunque strano: se muore un cigno in Turchia di presunta influenza aviaria ne parlano tutti i telegiornali del mondo, ma una multinazionale che diffonde il virus non fa notizia. Certamente bisogna riconoscere le buone intenzioni di chi ha oscurato il fatto: l’avranno fatto per evitare il panico collettivo, stanno sempre molto attenti a non turbare le anime!
Forse è meglio rinforzare il sistema immunitario perché prima o dopo qualche Frankenstein riuscirà a partorire il tanto atteso virus pandemico.


Fonte: Aam Terra Nuova

giovedì 9 aprile 2009

INCENERIAMO L' INCENERITORE ...

Chissà perchè questa notizia i mass media l' hanno dimenticata... vai a capirlo !

La farsa di Acerra

09/04/2009 - Gabriele Bindi

Dopo la rituale passerella politica l'inceneritore di Acerra, costruito in deroga alle normative di base che tutelano l'ambiente e la salute, è stato spento per motivi tecnici. Forse è meglio così, dicono i comitati campani. Il problema dei rifiuti però non è stato ancora risolto. Gli interessi della politica di ogni colore...

Acerra, tanto clamore per niente! Questa, in sintesi, la denuncia del Movimento Campano per Rifiuti Zero. Dopo una settimana dall'inaugurazione in pompa magna dell'inceneritore di Acerra, il primo dei 5 previsti in Campania dal decreto 90, l'impianto è stato spento, insieme alle luci della farsa mediatica messa in scena il 26 marzo scorso

Il Movimento ricorda che l'inceneritore è stato aperto in deroga a tutte le normative a tutela della salute e a salvaguardia dell'ambiente e senza rispettare le 27 prescrizioni previste. La costruzione è avvenuta per opera di un'azienda sotto processo insieme ai vertici del Commissariato straordinario per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Un impianto attivato contro la volontà di un'intera popolazione, costretta a vivere in un territorio già pesantemente inquinato, come dimostra anche la recente sentenza del Tribunale di Nola che conferma la correlazione diretta tra l'inquinamento da rifiuti e la morte degli ovini che pascolavano sui terreni.
L'inceneritore di Acerra è stato infatti spento dopo poche ore di funzionamento per motivi ad oggi sconosciuti e che non escludono probabili problemi tecnici.

"Tanto clamore per niente, una passerella mediatica per continuare a mentire. Altro che fine dell'emergenza. La verità è un'altra!" sostiene il comunicato del Movimento Campano. I politici sarebbero stati sordi di fronte alle richieste dei cittadini che denunciano i pericoli per la salute e i rischi per l'ambiente e che avanzano concrete proposte alternative. La risposta al dissenso è stata invece l'istituzione di Tribunali Speciali.

"L'emergenza Campana è stata utilizzata dai Governi di centro destra e di centro sinistra per continuare a favorire interessi privati e finanziare con i soldi pubblici l'incenerimento dei rifiuti.
L'inceneritore di Acerra rappresenta tale scelta, scellerata ed irresponsabile, che si vuole esportare in tutto il Paese, del tutto incompatibile con una seria politica, boicottata in questi anni, di riduzione dei rifiuti, riuso, raccolta differenziata, riciclaggio e trattamento a freddo del residuo".

fonte Aam Terra Nuova

venerdì 3 aprile 2009

WHAT A BEAUTIFUL SHIT SITUATION ...



No comment.................... but also not !

mercoledì 1 aprile 2009

L' ACQUA MINERALE NESTLE' IN CRISI... PER NOI PROFONDA SODDISFAZIONE!

L'acqua minerale va in crisi


Le multinazionali dell'acqua in bottiglia, la Nestlé in primis, attraversano una grave crisi che tocca anche il mercato italiano. Calo del 9% in Veneto e nelle regioni del Nord, dove si impone l'uso dell'acqua dal rubinetto, più sicura ed ecologica. Sulla San Pellegrino Obama impone il dazio...

Gli italiani detengono il primato mondiale di consumo di acqua minerale: 11 miliardi di litri imbottigliati all'anno (190 a testa), ma le multinazionale del settore sembra non stiano navigando in buone d'acque, in seguito ad una forte contrazione dei consumi. E ad un cambio di mentalità del consumatore che considera l'acqua del rubinetto, oltre che più sicura ed economica, decisamente più virtuosa dal punto di vista ecologico.

Ma veniamo ai numeri, pubblicati da un brillante articolo del Manifesto. In Francia le vendite di acqua minerale sono calate del 7,5% nel 2008, nei ristoranti le ordinazioni di acqua in caraffa sono aumentate del 15% (nel 1990 il 70% dei francesi si fidava dell'acqua del rubinetto, oggi l'85%). Il rallentamento dei consumi riguarda tutti i paesi dell'Unione europea e del nord America (i mercati emergenti, al contrario, sono sommersi da un mare di acqua minerale: + 20% nel 2008). Non per niente quello delle acque minerali è l'unico comparto del gruppo Nestlé che ha subìto una contrazione del fatturato nel 2008 (circa 6.260 milioni di euro, una diminuzione dell'1,6% rispetto al 2007).

In Italia invece Nestlé Water, che è proprietaria del 20% di tutte le acque minerali vendute nel nostro paese, parla di un calo che mediamente si attesta attorno all'1,7%. Eppure, malgrado la media sul piano nazionale nasconde cifre molto più preoccupanti a livello locale.

Il Veneto rappresenterebbe «la maglia nera dei consumi» con un calo di vendite vicino al 9%. Non lontane da questi risultati le regioni del nord Italia, dove ha fatto breccia la politica dei consumi eticamente sostenibili. Al sud, invece, dove la qualità dell'acqua del rubinetto spesso lascia a desiderare, gli italiani continuano a comprare acqua in bottiglia.

Nonostante un 2008 chiuso in attivo (+ 7,7%), nei primi tre mesi del 2009 le bollicine della Nestlé hanno subito una perdita di fatturato del 15%. E il peggio, dicono fonti della multinazionale, che ha in programma un taglio del terzo del personale, deve ancora venire. Dagli Stati Uniti d'America, grandi stimatori dell'acqua San Pellegrino Nestlé, per esempio, che dal 23 aprile aumenteranno i diritti doganali su alcuni prodotti europei (dazi) come forma di ritorsione al divieto europeo di acquistare carne bovina americana agli ormoni.

«Esportiamo il 25% di acqua San Pellegrino negli Usa - spiega Nestlé Water - e con l'aumento del 100% dei diritti di dogana noi saremmo distrutti. Non smetteremo di lottare contro questa decisione». I lavoratori del gruppo Nestlé intanto scioperano, con presidio davanti alla sede milanese, per protestare contro il licenziamento di 282 dipendenti.

giovedì 26 marzo 2009

SONO TORNATI ... DOPO 20 ANNI !

Ero una teenager quando gli Spandau Ballet iniziarono la loro brillante carriera.
Sono stata a due concerti dove li ho visti cantare e sudare.
Ricordo l' emozione fortissima il cuore sembrava aprirsi in due ... ero una ragazzina poco più che quindicenne.
Innamorata pazza dei biondi capelli del disinvolto sassofonista Steve Norman.
Inutile dire che ho una collezione in vinile di tutti i loro album, NESSUNO ESCLUSO!
Rimangono un bellissimo ricordo di gioventù... legato anche al primo amore adolescenziale.




Come dimenticare le suadenti note di Gold....



E questo è l' annuncio del ritorno del mitico gruppo che tanto animò quei favolosi anni '80!



Allora care ragazze e ragazzi non ci resta che prenotare una bella trasferta in terra straniera, il 20 ottobre 2009 tutti a Londra al concerto !

www.spandauballet.com

Per ulteriori informazioni contattatemi pure in questo sito di loco.

mercoledì 25 marzo 2009

LA DECRESCITA

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata;

rispetto del passato;

consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione;

indifferenza alle mode e all’effimero;

attingere al sapere della tradizione;

non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale;

non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso;

distinguere la qualità dalla quantità;

desiderare la gioia e non il divertimento;

valorizzare la dimensione spirituale e affettiva;

collaborare invece di competere;

sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante

venerdì 20 marzo 2009

LA GUERRA DELL' ACQUA E' GIA' COMINCIATA

In occasione del Forum Mondiale dell'Acqua ad Istanbul si discute delle aree geografiche a rischio.
In particolare i grandi fiumi del globo sarebbero oggetto di contese politiche preoccupanti per l'uso delle riserve e costruzioni di dighe.
La situazione di Nilo, Tigri ed Eufrate, Mekong, Colorato e Indo.
In occasione del quinto Forum Mondiale dell’acqua in corso questa settimana a Istanbul, le Nazioni Unite lanciano l'allarme sulla scarsa attenzione politica al tema delle risorse e dei corsi fluviali.
Lo sfruttamento intensivo dei grandi bacini fluviali oggi è già oggetto di forti contese fra gli Stati e causa di inquietanti crisi internazionali. Ecco alcuni esempi.
Nilo
Attraversando 10 Nazioni, la acque del Nilo sono soggette a un accordo del 1959 che assegna all’Egitto gran parte dello sfruttamento delle risorse. Ma all’epoca l’Etiopia era assente ai negoziati. Oggi il Paese africano, dove il Nilo ha la sua sorgente, ha intenzione di costruire una trentina di dighe, compromettendone il corso verso la foce. Questo progetto sta suscitando forti tensioni nella regione.
Tigri ed Eufrate
Possedendo nel suo territorio le sorgenti di entrambi i fiumi, la Turchia ha a disposizione un forte strumento di pressione nei confronti dei suoi vicini Siria e Iraq. Con il Gap (Great Anatolian Project), il Paese anatolico costruirà 22 dighe sui due corsi d’acqua, mettendo in ginocchio il sistema d’irrigazione agricola di Iraq e Siria.
Mekong
A monte Cina e Laos creeranno grandi dighe idroelettriche. Il Vietnam vedrà compromessa la produzione di riso nel delta. Anche la Cambogia è coinvolta, poiché il suo lago Tonlé Sap prende le acque direttamente dal Mekong.
Colorado e Rio Grande
Oggetto di una battaglia giuridica tra Stati, secondo il Messico il Colorado sarebbe sovrasfruttato dagli Usa. Con undici grandi dighe e canali di derivazione, il fiume arriva nel Paese centroamericano con una portata minima. D’altra parte, gli Stati Uniti accusano il Messico di inquinare eccessivamente il Rio Grande, fonte vitale per i contadini texani.
Indo
Unico esempio positivo: fonte di conflitti, l’acqua può diventare occasione di pacificazione. Anche se in piena guerra, mai dichiarata ufficialmente ma effettiva, l’India e il Pakistan sono pervenuti a un accordo sullo sfruttamento del fiume e non hanno mai cessato di collaborare finanziando progetti si salvaguardia dell’Indo.
Fonte: Sloweb


Inoltre sono a segnalere questa importantissima petizione da firmare via web, è per tutti noi fermati a leggere... ci fa riflettere anche sullo stato agonizzante dell' informazione in Italia.

Due minuti per cercare di fermare questo stato di cose pietose.



ACQUA H2O ACQUA IN BOCCA:
VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA
di Rosaria Ruffini


Mentre nel paese imperversano discussioni sull' eutanasia, grembiulino a
scuola , guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo
Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla
privatizzazione dell'acqua pubblica Il Parlamento ha votato l'articolo
23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la
gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole
dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che
in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi
sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua
minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua
locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che
protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e
carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che
sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni
di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di
acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto
fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito
profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime
guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi
il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del
nostro corpo. Acqua in bocca.

FATE GIRARE:
METTETENE A CONOSCENZA PIU' GENTE CHE POTETE Anche se qualcuno ha già
ricevuto questa mail non importa, essere consapevole di quel che accade
nel nostro paese non è mai abbastanza


Mauro Tittarelli
Formatore FPCGIL Nazionale
tel. 327.7311494
e-mail:tittarelli@fpcgil.it
FIRMA LA PETIZIONE PER I SERVIZI PUBBLICI DI QUALITÀ.
http://www.petitionpublicservice.eu/a/5

lunedì 16 marzo 2009

PSICOFARMACO = IDEE SUICIDE

A quasi un anno di distanza dalla raffica di suicidi avvenuti nel territorio senigalliese, questo interessante articolo evidenzia la correlazione tra psicofarmaci e suicidi.

Una riflessione è d' obbligo.

Due bimbi assumono psicofarmaco e mostrano idee suicidarie

La campagna nazionale "Giù le mani dai bambini" denuncia: in Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno manifestato idee suicidarie. L’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza.

Il comunicato di "Giù le mani dai bambini"

A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee suicidarie di due bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®, psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi. Il bambino è stato ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una terapia specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie circa l’esito finale della vicenda. “E’ sconcertante – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma renda noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo: lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto della privacy delle due famiglie coinvolte, permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di questi trattamenti”. In un documento dell’agenzia di controllo sanitario inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del giornalista investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760 rapporti per problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò senza successo di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento per l’Adhd, la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665 milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata rimossa dal mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche che “l’insorgenza di ideazione suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA, l’organismo di controllo non intervenga chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al commercio di questa molecola, come già sollecitato anche in più occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.

Fonte: Aam Terra Nuova

martedì 10 marzo 2009

DUE PASSI AVANTI... E DIECI INDIETRO...

Efficienza energetica: è uscito il decreto attuativo!





Dopo una lunga attesa durata più di tre anni il governo emana il decreto attuativo sul rendimento energetico degli edifici. Sulla certificazione energetica degli edifici regna ancora il caos assoluto. L'Italia intanto ha subito una procedura di infrazione.
Con circa tre anni di ritardo è arrivato il regolamento nazionale sulla certificazione energetica degli edifici. Il 6 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento di attuazione del decreto legislativo sul rendimento energetico degli edifici. Un provvedimento univoco per tutto il territorio statale ma che dovrà essere applicato solo dalle regioni sprovviste di disposizioni regionali in materia e che comunque non prevede l’obbligo di allegare l’attestato energetico all’atto di compravendita degli immobili e al contratto di locazione (un paradosso tutto italiano).
Si tratta di uno dei tre decreti attuativi che il Governo avrebbe dovuto emanare entro il 6 febbraio 2006 (il testo del decreto legislativo 192/05 di attuazione della direttiva comunitaria prevedeva che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto i decreti dovevano essere formulati ed emanati) per completare l’attuazione delle disposizioni sul rendimento energetico.
Il provvedimento governativo prevede i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari. Descrive poi i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione e l’ispezione (che comunque ogni cinque anni devono essere rivisti e “aggiornati in funzione dei progressi della tecnologia).
Il decreto del 2005, ricordiamolo, prevedeva l'obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica, che è stato poi cancellato da un articolo della legge 133/08, nasce con l’obiettivo di individuare i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, contribuire al conseguimento degli obiettivi posti dal protocollo di Kyoto e promuovere lo sviluppo di tecnologie ecocompatibili. E il certificato energetico era individuato come uno degli strumenti per il raggiungimento della finalità.
Non a caso la Comunità Europea ha invitato lo Stato italiano a chiarire in merito alla cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico all’atto di compravendita di un immobile. E ha messo in atto una procedura di infrazione.


Fonte: Greenreport

COMITATO PRO CESANELLA ... E NON SOLO ! DICONO DI NOI

DAL TERRITORIO DELLA POLITICA

ALLA POLITICA DEL TERRITORIO

DAL CITTADINO GOVERNATO

AL CITTADINO GOVERNANTE


Nasce un nuovo Comitato alla Cesanella , nasce nei modi

e nelle forme del “Versus Complanare". Brindisi!

Ne siamo immensamente felici perché significa che un’idea

coraggiosa, calzante riesce a vincere il dilagante torpore e

costituisce un punto di riferimento per quanti non vogliono

rimanere quiescenti di fronte ad una brutale e squilibrata

gestione territoriale.

E subito le prèfiche , da un tot all’ora, hanno levato

alti i lamenti :«No, non è giusto. Non ce n’é alcun bisogno!»,

e le sentinelle dello status quo hanno dato fiatoalle trombe:

«Sono organizzazioni politiche. Sanno solo criticare gli

amministratori! (la mamma è sempre la mamma, ndr)

Ma sono solo ritornelli stantii che ormai verrebbero bocciati

anche al Festival di Ariccia.

A Milano, una giunta di Centrodestra, bolla come

“Talebani” gli aderenti ai comitati civici, a Senigallia

una Giunta Pidin-Verde qualifica come “terroristi psicologici”

gli appartenenti ad un comitato che hanno avuto

“l’ardire”- a loro dire - di smascherare in pubblico la caterva

di coglionerie con la quale hanno lardellato il progetto della

Complanare

(sono sempre di moda le convergenze parallele!, ndr.).

Invece i movimenti che si manifestano nella società e i

comitati che si formano in ragione di un uso distorto

della città, e di un “fare” errato sul territorio, rappresentano

uno dei pochi segni di speranza capaci di invertire la rotta.

Per questo meritano di essere appoggiati ed incoraggiati.

Gli ultimi dati Istat parlano di un proliferare ovunque di

comitati, segno di un forte distacco fra le istituzioni e

la società. I cittadini hanno il diritto (e dovere) di

esercitare il confronto e la critica

(la critica è essa stessa contestazione, ndr),

di esprimere i bisogni e di difendere i beni comuni.

La partecipazione deve essere ricercata dagli amministratori

prima ancora che richiesta dai cittadini.

Così purtroppo non sempre lo è.

(la Sindaco, proprio in questi giorni è uscita s

bandierando l’attenzione dell’amministrazione alla partecipazione

cittadina, ma l’elenco prodotto è miserello … bastano appena

le dita di una sola mano! In nove anni di governo, come si

dice, sul tema non si è di certo sprecata. Avesse adottato

tanta parsimonia sul territorio!, ndr).

Allora sono proprio i Comitati e le Associazioni

a richiamare la gente alla partecipazione, all’impegno,

all’approfondimento delle cose del proprio quartiere e

della città.

E l’altra sera a Cesanella si è discusso, non solo dell’organizzazione

ma anche dei progetti del quartiere

(tranquilli babbi!, non era una riunione di finti apolitici

che sperano di entrare in politica, di vecchi politici

he vogliono rientrare in politica, di sponsor partitici,

di vecchi carrieristi che strumentalizzano ogni buca stradale.

Smettetela pertanto di fare gli acchiappa-fantasmi, ndr)

Si è parlato, tanto per dirne una, del Parco della Cesanella,

dove con quattro- paginette-quattro, si vuole far passare

na operazione non certo di mezza tacca.

A parte l’allocuzione della “allocazione di un area fabbricabile”

(“intorno al mondo senza amore come un pacco postale,

enza nessuno che ti chiede come va", cantava De Gregori

qualche anno fa; ndr) fanno partire tutta l’operazione dall'all’art. 58

della Legge 113 del 06 Agosto scorso

(quando vogliono sono veloci, noi aspettiamo invece documenti

da oltre un anno, ndr) riguardo alla Valorizzazione del patrimonio

immobiliare degli enti pubblici.

Si dà però il caso che tale valorizzazione sia un grazioso

eufemismo che odora di vendita, di dismissione,

di privatizzazione. Con il Piano delle Alienazioni immobiliari

allegato al Bilancio previsionale, il patrimonio alienabile

assume una sua classificazione urbanistica e la delibera consiliare

assume valore di variante allo strumento urbanistico vigente

(che strano, questo procedimento ci ricorda tanto un altro

adottato con la Complanare, pur in assenza della Legge citata; ndr).

Non solo, ma il tutto può essere fatto senza alcuna necessità

di verifiche alla conformità con gli strumenti di pianificazione

degli enti sovraordinati (Provincia e Regione). Insomma, possiamo

dire che nelle Leggi-porcata il centro-destra sembra eccellere,

ma nell’applicazione veloce e puntuale di queste sul territorio i

l centro-sinistra sembra brillare di luce propria.

Non si riesce a capire il silenzio su operazioni di questo tipo in

particolare, ed è ormai una costante, delle associazioni ambientaliste

(ma quando discettano di ambiente, di che cosa intendono?

Quando discutono di consumo del territorio, di che cosa parlano?; ndr).

Di qui l’importanza e la necessità dei Comitati. La speranza

è che possano moltiplicarsi, possano consolidarsi e che siano in

grado di aprire un colloquio con quanti hanno a cuore gli

interessi della collettività e del territorio in cui vivono, che

non può essere trattato e venduto come un ferro vecchio.

Di qui la necessità di andare verso una rete di comitati,

cittadina ed extracittadina.

Ad majora!


articolo tratto dal sito

www.versuscomplanare.com / Ing. Stefano Bernardini

venerdì 6 marzo 2009

BUON COMPLEANNO MOVIMENTO LENTO CICLABILE SENIGALLIESE

A poco meno di 48 ore dal 1° compleanno del Movimento Lento Ciclabile Senigalliese, che si terrà in piazza Roma alle ore 17.00 di domenica 8 marzo,





trovo questo interessante articolo di Repubblica.

Meditate gente, meditate ...



Prigionieri dell'auto





Dopo l'homo sapiens arriva l'homo sedens, che vive molto del suo tempo quotidiano seduto sui sedili dell'automobile. Il costo della congestione stradale, secondo l'Aci, è di 40 miliardi di euro l'anno. A Roma e Milano in media si passano cinquecento ore l'anno in auto...

Il tempo perso nel traffico si paga caro: esattamente quaranta miliardi di euro l'anno. Sono i numeri che escono dal rapporto dell'Aci che in quattro città campione (Roma, Milano, Torino e Genova) ha studiato a lungo i dati raccolti da vetture attrezzate con dispositivi di localizzazione GPS. Il quadro che emerge è preoccupante perché alla fine si scopre che romani e milanesi passano più di 500 ore l'anno imbottigliati in macchina. E che per loro lo spostamento medio, in città, dura circa 60 minuti, per la metà persi ovviamente in code e rallentamenti.

Tragica anche la situazione nelle altre città prese in esame dall'Aci perché i torinesi passano 450 ore l'anno in auto e 380 i genovesi. In Italia oggi circolano più di 35 milioni di auto, ma solo 10 anni fa erano 30 milioni e nel 1986 si fermavano a 24; mentre negli anni Sessanta ce n'erano solo 1,9 milioni, cioè meno di quante se ne vendono ora ogni anno e quasi quanto l'aumento del circolante negli ultimi tre anni.
L'Aci propone di gestire meglio le informazioni di infomobilità urbana. Un sistema più efficiente, secondo il club degli automobilisti, consentirebbe una riduzione “fino al 40% dei livelli di congestione, valorizzabile in 16 miliardi di euro”.

martedì 3 marzo 2009

NESTLE' E TETRAPACK CONDANNATE

Ecco com' è andata a finire la vicenda del latte contaminato da inchiostro itx nel 2005.
Finalmente un risarcimento per il danno cagionato al consumatore.


Latte contaminato: Nestlé e Tetrapak condannate





L'inchiostro di stampa applicato alle confezioni aveva contaminato il latte contenuto all'interno. Adesso le due multinazionali vengono condannate al pagamento dei danni a favore di due genitori.
Accertato un danno di natura non solo alimentare ma psicologica. Secondo Altroconsumo la contaminazione era presente anche in altri prodotti.

ll giudice di pace di Giarre ha condannato la Nestlé Italiana e la Tetra pack international, al pagamento dei danni a favore dei genitori che avevano utilizzato latte Nidina per le loro due figlie.
L'inchiesta prese l'avvio il 22 novembre del 2005 da un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che sfociò nel sequestro, eseguito dal corpo forestale, di 30 milioni di latte per bambini. Il latte conteneva l'Itx un tipo di inchiostro, altamente tossico, utilizzato nella stampa sugli imballaggi da parte della Tetra Pak. Soddisfazione del Codacons, che annuncia la sentenza come "la prima di questo genere pronunciata in Italia".

Il giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che "la commercializzazione del prodotto inquinato comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta".

Il giudice di pace ha ritenuto che "gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlé e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza 'inquinante'".

Altroconsumo, tuttavia, estese le analisi e rilevò la contaminazione con la sostanza chimica anche in altri prodotti alimentari. In seguito la svedese Tetra Pak annunciò che non avrebbe più utilizzato inchiostro con Itx per realizzare le sue confezioni.

fonte: Aam Terra Nuova